"CogitaZiones" a cura di Massimo Roscia: SONDA

21/10/2016

L'autore racconta


  • CogitaZiones a cura di Massimo Roscia

    La parola della settimana è: SONDA

    Che derivi dal francese sonde, derivato di sonder (sondare), dallo spagnolo sondar, a sua volta sincope del latino sub-undare (immergere) o dal nordico sundgyrd (pertica utilizzata per sondare un braccio di mare) poco importa. Con Giovanni Virginio Schiaparelli, ingegnere, astronomo, senatore del Regno d'Italia e grande studioso del Pianeta Rosso, la parola sonda – che generalmente sta a indicare uno strumento, un dispositivo o un’apparecchiatura usata per esplorare, perforare, prelevare, evacuare o misurare – è prepotentemente tornata al centro dell’attenzione.

    La sonda che viene lanciata in orbita dall’Agenzia Spaziale Europea e dalla Roskosmos, l’omologa agenzia russa; la sonda pioniera dell’esplorazione robotica; la sonda che va alla ricerca di biotracce (che io preferisco continuare a chiamare tracce di vita); la sonda amorevole madre del sondino; la sonda simbolo di futuro, vita e speranza; la sonda che «è stato comunque un successo», «è stato un fallimento», «un pareggio fuori casa è sempre un buon risultato»; la sonda che svelerà tutti i segreti della geofisica marziana; la sonda che, per colpa di quel dispettoso computer di bordo che decide di spegnere troppo presto i retrorazzi, si schianta su Marte; la sonda che si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va.


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Massimo Roscia

MASSIMO ROSCIA, nato a Roma nel 1970 circa, è un personaggio proteiforme e di difficile catalogazione. Critico enogastronomico, condirettore editoriale del periodico Il Turismo Culturale, pifferaio magico, mimo parlante, imbonitore, decente docente (insegna, tra l'altro, comunicazione, tecniche di scrittura, editing e marketing territoriale), esper...

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