Lascia che si arrabbi - intervista

8/02/2016

L'autore racconta


  • Francesca Broccoli, psicologa e psicoterapeuta, si occupa da anni di aiutare i bambini e i loro genitori a capire, gestire e superare le manifestazioni di rabbia dei più piccoli. Nel suo libro Lascia che si arrabbi, spiega perché la “Signora Rabbia” non fa paura come sempre. In fondo, è una signora per bene. Dobbiamo solo imparare a conoscerla.


    1) Perché hai scelto di occuparti della rabbia nei bambini?

    Dopo una serie di consulenze e percorsi terapeutici con famiglie di bambini con forti crisi di rabbia, ho cominciato ad appassionarmi al tema della rabbia infantile e mi sono resa conto di quanto fosse profonda la sofferenza che portavano questi bambini e quanto fosse difficile per i loro genitori capire cosa fare.

    Così ho pensato di proporre incontri di gruppo, aperti a genitori, insegnanti, educatori, per parlare insieme della rabbia dei bambini, conoscerla meglio e condividere idee, strategie e riflessioni. Sono state esperienze molto ricche umanamente e professionalmente.

    La rabbia è un'emozione davvero preziosa. Il problema è che spesso non sappiamo come trattarla.



    2) Ti sembra che la rabbia sia un fenomeno in crescita tra i più piccoli?

    Non conosco dati specifici che indichino un aumento della rabbia tra i bambini, anche se la richiesta di aiuto da parte delle famiglie pare essere in crescita. Confrontandomi con insegnanti, educatrici e alcuni pediatri sembra esserci accordo sul fatto che, negli ultimi anni, soprattutto a scuola, si osserva un crescendo di episodi legati a scoppi d'ira e manifestazioni di rabbia difficilmente gestibili. Si può ipotizzare che una serie di fattori abbiano permesso agli adulti di cogliere con maggior prontezza i segnali e le manifestazioni di rabbia dei bambini. Accanto a questo può anche essere che i bambini, percependo che è disponibile un maggior spazio di accoglienza e ascolto per le loro emozioni, si sentano “legittimati” a esprimere di più i propri vissuti emotivi.


     3) I genitori si sentono spesso impotenti o in colpa per queste reazioni. Che consiglio daresti?

    Quando i bambini si arrabbiano tanto e spesso è normale che i genitori si sentano in difficoltà, la rabbia mobilita reazioni importanti, anzi, potremmo dire che è esattamente lo “scopo” della rabbia colpire l'interlocutore. Non restiamo immobili a commiserarci però, non servirebbe né a noi genitori né ai nostri bambini. Prendiamo gli episodi di rabbia, per quanto snervanti, come tentativi dei bambini di comunicare qualcosa e se comprendere ciò che sta succedendo ai bambini è troppo difficile o ci mette in seria difficoltà perché non farsi aiutare? Avendo più chiara la situazione, sarà sicuramente più semplice muoversi nella direzione giusta.


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