Sono la loro città, Torino. Il resto è ossigeno.

1/04/2016

L'autore racconta


  • Ho visto Arturo e Sara conoscersi in riva al Po, una notte d’estate: tanta musica, qualche sorriso timido e nulla di più. Li ho rivisti qualche anno dopo, a San Salvario. Io stavo rinascendo, stavo lavando via dai miei muri il grigiore del passato, e i turisti si stavano accorgendo di me e della mia bellezza. Sono passati gli anni, io sono diventata la città delle Olimpiadi, dei musei e dell’arte, e loro due erano sempre qua, fra le strade del centro, impegnati a costruire la famiglia che avevano scelto. Mano nella mano, il sabato mattina a fare la spesa a Porta Palazzo, la sera a cena, seduti in un’osteria, e tutti i giorni, nella straordinaria normalità delle coppie felici.

    E poi li ho visti a un bivio, ho visto Arturo scappare disperato, la cravatta allentata e il respiro corto, e Sara ferma al suo posto, traballante ma decisa a mandare avanti una vita cambiata all’improvviso. 

    Custodisco tutti i loro ricordi, tutti, uno dopo l’altro, appiccicati ai muri, nascosti nei portoni, abbandonati nelle strade.

    Chissà se serve ritrovare chi sei stato, per poter capire chi sarai domani.



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Valentina Stella

Valentina Stella, torinese, ha lavorato per dieci anni nel marketing di due grandi aziende. Fino al 2012, quando ha deciso di lasciare il lavoro dipendente per conciliare meglio famiglia e lavoro, e ha iniziato una collaborazione con un'agenzia di comunicazione. Nel frattempo, per assecondare la passione per la scrittura, ha aperto un blog, Bellezz...

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