Un'inguaribile romantica - CERCAMI NEL VENTO prequel

25/01/2016

L'autore racconta


  • Nel precende post, Silvia Montemurro ha introdotto i personaggi del suo romanzo Cercami nel vento, in questo ci ha parlato di Camilla, nel prossimo racconterà qualcosa in più di Teo.

    UN’INGUARIBILE ROMANTICA

    Non sente più le loro voci. Camilla ha smesso da un pezzo di correre, perché la salita è troppo ripida. Suo fratello non ce l’ha fatta a starle dietro. Eppure lei aveva anche il violino sulle spalle! I suoi genitori ci metteranno una vita, a raggiungerla. Ha tutto il tempo del mondo per godersi la natura da sola. Tira fuori il violino dalla custodia e si guarda intorno. E’ finita in un posto che non conosceva ancora. Sarà perché ha deviato dal solito sentiero, e ha preso una strada più stretta, in mezzo alle rocce. Forse qui può trovare anche qualche stella alpina. Ma non ha tempo di guardare per terra. Si avvicina a un blocco di sasso. Sembra un altare e sembra molto vecchio. Le viene un dubbio: è abbastanza brava per mettersi a suonare lì, in mezzo a tutto quel silenzio? Anche gli uccelli hanno smesso di cinguettare. Si pente per un attimo di essere scappata di corsa. E se i suoi non la ritrovassero più? Si arrampica sull’altare e guarda in basso. Non si vede nessuno, lungo il sentiero. Rimane in piedi sull’altare e appoggia il violino sulla spalla. Forse le sue note non saranno perfette, ha iniziato da poco a suonarlo, ma può comunque tentare. Appoggia l’archetto sulle corde.Suona una melodia che le ricorda il suono del vento, quando accarezza le foglie. Non è qualcosa che ha imparato a memoria. E’ la musica della montagna.

    «Camilla!», la interrompe una voce.

    Suo padre compare, paonazzo, ha l’aria arrabbiata. «scendi subito da lì!»

    Le si avvicina e le toglie il violino dalle mani. Camilla pensa che le arriverà uno schiaffo, invece lui l’abbraccia.

    «Ma cosa ti è saltato in mente? Ci hai fatto prendere un colpo!»

    «Volevo rimanere da sola a suonare»

    «Quel violino ti rovinerà la vita»

    «Cosa, papà?»

    «Niente»

    Camilla si siede sull’altare.

    «Hai visto, papà? Che cos’è questo?»

    «E’ un altare di montagna. Serve per celebrare le funzioni anche in alta quota»

    «Anche i matrimoni?»

    Antonio sorride.

    «Ma cosa ti salta in mente?»

    «Dici che nessuno si è mai sposato, quassù?»

    «Non penso proprio»

    «Pensi che potrò farlo, io, un giorno?»

    Antonio la prende tra le braccia e le pizzica una guancia.

    «Tu sei troppo piccola per pensare a queste cose»

    «E perché?»

    «Perché manca ancora tanto tempo, prima che troverai l’uomo che ti sposerà. E dovrà essere un principe, come minimo»

    «Perché?»

    Antonio aggrotta la fronte.

    «Perché se non è un principe, non lascerò che si avvicini alla mia principessina»

    «Io non sono una principessa, papà. Io sono una violinista»

    «Sei una principessa che suona il violino»

    Antonio le fa il solletico. Camilla ride.

    «Il mio principe accetterà di sposarmi qui?»

    «Se ti ama davvero, sì»

    «Come farò a capire se mi ama davvero, papà?»

    Antonio sospira. Camilla attende, col cuore in gola.

    «Dovrai capirlo col cuore. E nessuno potrà aiutarti. Ma è presto per parlare d’amore. E poi ci sarà la mamma, per queste cose»

    Camilla non è convinta che sua mamma saprà parlare d’amore meglio del papà. Ma non dice niente.

    «Papà, tu ci credi nell’amore?»

    «Camilla, smettila di fare la sciocchina, e vieni giù. Dobbiamo andare, adesso. Metti a posto il violino»

    Camilla salta giù dall’altare e lo guarda un’ultima volta.

    «Io ci credo nell’amore», sussurra. Ma il papà non la sente.




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