JKF: la Storia, l'amore e il carisma

Ricorre il prossimo 22 novembre il 50simo anniversario della morte di John Fitzgerald Kennedy: parliamo di lui e della storia (che non si fa con i “se” ma ci piace provarci) attraverso alcuni libri.
 
Era una giornata calda a Dallas e il presidente e la first lady erano stati a lungo in dubbio se andare o meno in Texas, dopo i disordini di ottobre, quando l’ambasciatore dell’ONU Adlai Stevenson era stato aggredito da un gruppo di contestatori. Ma erano stati rassicurati, tutto sarebbe andato bene.
 “Quello che accadde dopo, fece da catalizzatore per un periodo di disordini, conflitti e spargimenti di sangue. Il Vietnam, la contestazione nei campus, gli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy, le rivolte razziali… il clima politico avvelenato che sfociò nel Watergate. Tutto sembrò scaturire dall’ondata di choc e disperazione che investì Dallas il 22 novembre 1963.
 
Cosa sarebbe successo se JFK non fosse morto?
Se lo chiedono tutti, un uomo solo però prova a cambiare il corso della storia: Jake Epping (professione: insegnante d’inglese alla Lisbon High School; stato civile: divorziato; informazioni generali: appassionato di musica, ha frequentato gli AA) trova un passaggio temporale e si catapulta nel 1958. Ha cinque anni di tempo per cambiare la vita di Harry Saltarospo e salvare John “Jack” Fitzgerald Kennedy.
 
Jack e Jackie: quei pochi giorni preziosi.
Lui era brillante e amava le belle donne, che fossero stagiste della Casa Bianca, attrici – come Marilyn Monroe, o amiche di famiglia. Lei era intelligente e forte e faceva finta di non vedere: non si presentò neanche alla festa per il 45simo compleanno di suo marito, quando Marilyn intonò un appassionato Happy Birthday. Eppure, gli ultimi anni insieme, quei tre passati alla Casa Bianca, li unirono molto: “fra tutte le donne che ho conosciuto, ce n’era soltato una che avrei potuto sposare – l’ho sposata” disse JFK.
 



Non era lì per caso: le coincidenze nella storia.
Lincoln fu colpito al teatro Ford; Kennedy, mentre viaggiava su un’auto della Ford, modello Lincoln: questa è forse una delle più strane e affascinanti analogie tra la vita di Abraham Lincoln e quella di John F. Kennedy Sia la vita sia la morte di questi due grandi uomini furono segnate da una serie interminabile di analogie. Si chiama “coincidenza di vita parallela” e c’è molto da scoprire.
 
Il segreto del (suo) carisma.
John F. Kennedy era notoriamente un eccellente ascoltatore capace di far sentire l’interlocutore compreso fino in fondo anche senza dire una parola. L’importanza di saper ascoltare è fondamentale e quasi tutti i grandi leader in questo sono bravissimi.
Il carisma non è soltanto una caratteristica innata: si impara, e quindi possiamo prendere spunto da JFK per migliorare noi stessi: è incredibilmente facile fare colpo sugli altri semplicemente ascoltando con attenzione. 



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