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    Liberi tutti

    Pietro Grasso

    Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia

    Muoiono di mafia non solo le vittime della delinquenza organizzata, ma tutti coloro che si rassegnano a vivere nell'illegalità e nell'ingiustizia: chi chiude gli occhi di fronte ai reati, chi fa affari eludendo la legge, chi cerca i favori dei potenti.
    La mafia infatti non è solo un fenomeno criminale, ma un sistema sociale e culturale ben radicato, che sembra offrire a chi ne fa parte protezione, aiuto economico e senso di appartenenza.
    Per questo, Pietro Grasso rivolge un appello appassionato, soprattutto ai giovani, spiegando come solo attraverso la cultura della legalità si può sperare di trovare riscatto dalla schiavitù dei soprusi, dell'intimidazione e della violenza che domina laddove il potere delle cosche è più forte.
    Un sogno, un compito forse impossibile. Ma per quarant'anni l'ex procuratore nazionale antimafia ha affrontato questo compito con l'entusiasmo del bambino che, giocando a nascondino, correva forte per raggiungere la «tana» e poter gridare: «Liberi tutti! »
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Pietro Grasso

Pietro Grasso

Pietro Grasso è entrato in magistratura nel 1969. È stato giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra e procuratore capo a Palermo. Dall'ottobre 2005 al gennaio 2013 è stato procuratore nazionale antimafia. Nel marzo del 2013 è stato eletto presidente del Senato. Con Sperling & Kupfer ha pubblicato Liberi tutti; Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia (2012).

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Caratteristiche tecniche

  • COD. ARTICOLO
    978886061883
  • ANNO DI USCITA
    2013
  • PAGINE
    240


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