• Narrativa

    Non dire cazzo

    Francesca Rimondi

    «C'è un grosso equivoco dietro ciò che leggerete, che mi tocca molto da vicino in quanto Figlio Numero Uno, il cui unico ruolo nel romanzo è far sorridere il lettore con le proprie sfighe adolescenziali in mezzo alle tragedie-che-fanno- piangere-però-sono-raccontate-con-leggerezza della vita di mia madre, tra cui il filone in perfetto stile 'Quasi Amici' di mio nonno in ospedale, che se lo leggesse so che si incazzerebbe più di me.

    Mi sento perciò in dovere di precisare alcune cose. Il primo punto è la sottile linea di demarcazione tra autobiografia e finzione letteraria che l'autrice si ostina a dichiarare evidente e scontata. Non vedo come sia possibile, dato che nemmeno io, personaggio partecipe in prima persona, mi accorgo della distinzione. Quindi la mia priorità assoluta è chiarire a tutti che ogni singolo episodio che riguarda me è, per utilizzare i termini da intellettualoide damsiana di mia madre, un espediente narrativo il cui fine è quello di evitare al lettore di tagliarsi le palle tra un monologo depresso di lei sola a lavorare a Clear Valley e un monologo depresso di lei sola a lavorare a Jesi.

    Che poi non le mancavano gli espedienti narrativi per strappare due risate. La luna di miele in stile commedia-americana-con-Ben-Stiller dove la mettiamo? E tutti gli episodi della 'pisina'? Mio fratello, Numero Due, praticamente, è un fenomeno da baraccone; non appena crescerà e leggerà questo libro, nella migliore delle ipotesi scapperà di casa, nella peggiore diventerà un serial killer.

    Per non parlare della possibilità che questa invenzione di pura fantascienza - ci tengo a sottolinearlo - diventi famosa. Io sarei costretto a cambiare paese, per dire. Ma è un'ipotesi molto remota. Voglio dire, senza offesa eh mà, tu scrivi come Foster Wallace e dentro c'è tutto: c'è lo sfoggio del tuo bagaglio musicale con i continui occhiolini che strizzi al lettore, c'è persino la critica sociale attraverso le chat WhatsApp delle mamme... Però è una raccolta di post di Facebook, non può diventare famoso, cazzo, anche se va detto che come lettura da cesso è ottima.

    L'unica cosa a cui devo stare attento è che nessuno sotto la soglia dei venticinque anni si impossessi di una copia. Nel frattempo, mi raccomando, in attesa della mia versione più veritiera (Non rompere il cazzo), non datele troppo retta.» Dalla postfazione di Numero Uno Francesca Rimondi vive a Bologna con tre uomini. Per lavoro corregge libri di scuola. Ha quarantatré anni.

    www.facebook.com/francesca.rimondi «Mamma, tu hai mai fatto sesso?» «Mamma, ma tu ti droghi?» «Mamma, ma tu lo sai cos'è il gioco della bottiglia?» «Mamma, ma tu non hai mai fatto sesso quando io ero in casa, vero?» «Mamma, che cos'è un tampax?» «Mi fai vedere il video dei Green Day su Youtube?» «Mi fai vedere Youtube?» «Mamma, quando nasce Numero Due posso andare a vivere a casa di Tuper Tario?» «Posso stare sveglio tutta la notte venerdì?» «Posso guardare L'Esorcista?» «Posso guardare Nightmare?» «Posso guardare Shining?» «Possiamo andare avanti veloce nelle scene dove si baciano?» «Possiamo evitare di guardare film d'amore?» «Possiamo evitare di salutarci con il bacino allo scuolabus?»

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Francesca Rimondi



Caratteristiche tecniche

  • COD. ARTICOLO
    9788893420358
  • ANNO DI USCITA
    2018
  • PAGINE
    348

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