Non mimose ma libri

Per l'8 marzo, giorno della festa della donna, non regalate mimose ma libri.
Perché?
Perché non appassiscono, perché fanno sognare, pensare, amare, riflettere, piangere, sempre, non solo un giorno all’anno.
Perché i libri hanno un cuore (come le donne), sono lì a portata di mano pronti per essere letti e riletti, citati, sottolineati, odiati, abbandonati e poi ripresi.
Perché, come le donne, hanno più livelli di lettura, più strati e offrono, ogni giorno, punti di vista diversi.
Perché regalare un libro significa regalare un mondo, e – siamo sinceri – non esiste dono più bello.
Ecco (alcuni) libri da regalare alle donne che amate:
 
Sette lettere da Parigi per tutte le donne che credono nelle seconde possibilità della vita (e che non dimenticano il primo amore).
Prima i bambini di Toni Morrison: un romanzo forte, una storia toccante, una donna che affronta se stessa e il proprio passato.
La piccola biblioteca con le ali: perché leggere le storie le rende vive.
Sesso, droghe e macarons: per donne ironiche, capaci di ridere di se stesse e mettersi in discussione.
Selvaggia: la storia incredibile di una donna che ha camminato per mille giorni e mille notti. 
Non respirare: la precarietà, l'ostinato attaccamento ad amori malati, un momento difficile di una donna del nostro tempo.
Il giudice delle donne: una battaglia iniziata all'inizio del secolo scroso e non ancora finita. Dieci maestre decidono di chiedere l'iscrizione alle liste elettorali. Sarà un giudice di Ancona, il presidente della Corte di Appello, a dover prendere la decisione.
La casa delle donne che volevano rinunciare all'amore: leggero, romantico, pieno di speranza e gioia... Un romanzo delizioso! 
Il potere del pensiero femminile: quando serve un piccolo aiuto per ritrovare autostima e fiducia in se stesse.





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