A testa in giù
Nella "scuola del mondo alla rovescia" i bambini poveri apprendono che miseria e disuguaglianza sono una legge naturale. Partendo da questo paradosso Galeano va oltre il saggio-denuncia e costruisce una rappresentazione provocatoria del capitalismo.
1999
pp. 384
€ 14,50
978882002909
Nei paesi poveri della Terra i bambini, per imparare a vivere, devono frequentare la "scuola del mondo alla rovescia", dove apprendono che la povertà è il castigo per l'inefficienza, la disuguaglianza è una legge naturale, la realtà è quella che si vede in televisione e il crimine è nero, giallo mai bianco. La "scuola" prevede corsi di impotenza e rassegnazione, grazie ai quali gli oppressi imparano a subire la realtà e ad accettare passivamente il futuro per permettere ai dittatori di rimanere impuniti. Galeano completa, in questo volume, la storia raccontata in Le vene aperte dell'America Latina con una rappresentazione provocatoria del capitalismo. Raccogliendo una ricchissima serie di dati sulla situazione del Terzo Mondo e di casi tratti dalla cronaca più recente, l'autore va oltre il saggio-denuncia, con un sarcasmo che cela l'indignazione e costruisce un attacco al neoliberismo, "l'espressione più efficiente del crimine organizzato". E ammonisce i potenti: nelle stesse "scuole", allievi clandestini si impegnano nella rifondazione della democrazia, della solidarietà e della comunione con la natura.








