Intervista ad Anstey Harris, autrice de La musica segreta di Parigi

4/07/2019


  • Da dove ti è venuta l’ispirazione per questa storia?

    Mi interessa molto il modo in cui la società rappresenta le figure femminili nella letteratura (e nell’arte): o Madonne o Lady Macbeth, senza vie di mezzo. Volevo scrivere qualcosa che mettesse in discussione i pregiudizi sulle donne e i ruoli precostituiti. La mia sensazione è che la nostra società sia più severa, ad esempio, con le amanti che con gli uomini con cui hanno una relazione: come se le donne dovessero fare sempre attenzione ai propri comportamenti, mentre per gli uomini fosse tutto inevitabile. Tutto il movimento #MeToo dimostra che dobbiamo essere più solidali tra donne, anziché giudicarci a vicenda – perché questo non fa che agevolare comportamenti inaccettabili da parte degli uomini.
    Ciò che accade alla protagonista, Grace, ai tempi del college deriva da un mix di esperienze di tanti miei amici che lavorano in campo artistico: una storia vecchia come il mondo. Tanti elementi della vicenda di Grace, e di Nadia in particolare, erano intorno a me da tempo; quando ho ottenuto il master in scrittura creativa, è arrivato il momento giusto per tirare le fila di tutto.

    Il romanzo è ambientato in parte in Italia. Sei mai stata nel nostro Paese, e in particolare a Cremona?

    Sono stata a Cremona tre volte in occasione della Triennale, e ogni volta quella piccola città meravigliosa mi è sembrata più vivace e interessante. C’è un nuovo Museo del Violino che invito tutti a visitare: è un’ottima introduzione al mondo della liuteria, per la quale potrebbe nascervi la curiosità al termine di questo romanzo.
    Amo tante cose dell’Italia: il cibo, la gente, il clima fantastico e l’architettura. Quando visitiamo il vostro Paese, io e mio marito arriviamo in treno, accolti dalla cornice impressionante delle montagne. Lui è un liutaio e torneremo di sicuro in occasione della prossima Triennale (nel 2021); mio marito ha partecipato tre volte: se la prossima riuscisse a vincere, sarebbe la ciliegina sulla torta della storia di Grace!

    Credi che i luoghi, le città possano influenzare la nostra vita, come se avessero un significato simbolico?

    Siamo senza dubbio influenzati dalle città in cui viviamo; ecco perché per questo romanzo ho scelto due città che hanno tanta personalità e tanto cuore. La tradizione liutaia di Cremona ha fatto sì che il prestigio di quella città arrivasse in ogni angolo del mondo. Nel nuovo Museo del Violino c’è una bellissima mostra che illustra la diffusione del violino e il modo in cui ha viaggiato insieme a esploratori e coloni.
    Parigi è rinomata come città delle luci, come cuore della cultura, ma soprattutto come città dell’amore. Nel mio libro, Parigi e la sua magia contribuiscono a rendere David più romantico agli occhi di Grace, che, accecata dal suo incantesimo, non riesce a vedere la verità.

    La musica gioca un ruolo fondamentale in questo romanzo. Che spazio ha nella tua vita?

    Sarebbe fantastico poter dire che sono una musicista e che sentivo Grace dentro di me ogni volta che prendevo in mano uno strumento… e invece no, sono una pessima violoncellista. Prendo lezioni, di tanto in tanto, da quando avevo 11 anni e non sono mai riuscita a superare il 2° livello.
    Poiché mio marito è un liutaio, sono sempre circondata dai suoi clienti, tutti musicisti straordinari. Mi piacerebbe essere brava, ma… non si può avere tutto! Per il resto, nella mia vita la musica ha un ruolo centrale. I miei figli sono tutti molto portati e mia figlia, Lucy Spraggan, ha avviato un’ottima carriera di cantautrice. La musica, e in particolare il canto, sono sempre stati un pilastro della nostra famiglia.

    Hai una playlist particolare che ti accompagna quando scrivi?

    Ecco un’altra risposta che potrebbe suonare inaspettata per un romanzo incentrato sulla musica. Per scrivere ho bisogno di assoluto silenzio. Associo delle melodie ai personaggi e, quando non riesco a immaginare il seguito della storia, ascolto quella musica per ricordarmi come li volevo. Ma, a parte questo, silenzio totale. All’inizio, la melodia di Grace era l’Adagio di Bach in sol minore per viola da gamba e clavicembalo, ma era troppo malinconico e non la rendeva abbastanza dinamica. Poi ho ascoltato il violoncellista Matthew Sharp suonare Libertango e ho capito subito che quella era la colonna sonora di Grace. In seguito Matthew ha registrato un arrangiamento tutto suo di Libertango per la playlist del libro (che potete trovare sul mio sito: https://www.ansteyharris.com/blog/graces-listening-list)

    Hai un luogo preferito per scrivere?
    Sono così fortunata da possedere un capanno sulla spiaggia, sul lungomare della città in cui vivo, Deal. Mi siedo lì a osservare il mare, nella speranza che qualche parola s’incastri a dovere! C’è un fornello con un bollitore e una macchina del caffè, e un Fish & Chips proprio sull’altro lato della passeggiata. Perfetto, no?


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