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Se avete un cane, o lo avete avuto in passato, sapete di che cosa stiamo parlando, di quale legame profondo e sostanzialmente inspiegabile sia capace di stabilire con il suo umano.

Sapete quanto il vostro cane può fare il simpatico e il bavoso quando siete a tavola e vuole assaggiare qualcosa (un consiglio: evitate di guardarlo negli occhi, non potrete resistere).

Sapete quanto può essere silenzioso e devastante quando decide di masticare fino alla consunzione il vostro unico golfino di cashmere. Vi ricorderete di quando vi è entrato in casa la prima volta da cucciolo, un coso sferoidale con le orecchie che dondola fino alla sosta pipì, di solito sul tappeto, perché il pavimento non gli basta.

E sapete quanto è ogni giorno irresistibile, affettuoso, matto, giocherellone, dolce.

Quello che non sapete è che ci sono cani, come Spike, il border collie di Marco Motta, che oltre a tutto questo hanno avuto la pazienza di farsi addestrare per salvare la vita ad altri umani. Spike lavora con Marco in Croce Rossa e, dalle macerie di Amatrice ai boschi dove qualcuno si perde senza lasciare tracce, ha una storia che valeva la pena di essere raccontata.

Io e Spike

Io e Spike

Jonathan Arpetti, Marco Motta

Vigili del Fuoco, già al lavoro fra le macerie. I pochi abitanti ancora lucidi riescono a collaborare, indirizzando i soccorritori verso le case dove sicuramente ci sono persone e a quel punto è...

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