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In occasione dell’uscita del romanzo “Il mio posto è qui” di Daniela Porto, abbiamo chiesto all’autrice di raccontarci la nascita di questa storia e di come è stata trasformata nell’omonimo film che arriverà nelle sale nelle prossime settimane:

Ho iniziato a scrivere “Il mio posto è qui” perché sentivo forte dentro di me la necessità di raccontare la storia di una donna che si ritrova, suo malgrado, ad essere una piccola eroina in un mondo che intorno a lei sta cambiando.

La storia è ambientata in Italia, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, un momento di cambiamenti storici e di grandi speranze. Ma, quando la conosciamo, Marta è una ragazza ancora perfettamente calata nel suo tempo, che non si sogna neanche di mettere in discussione le convenzioni della sua comunità, un paesino sperduto del meridione: l’autorità dei suoi genitori, il potere maschile, i precetti della Chiesa. Ma un evento inaspettato, una vergognosa gravidanza fuori dal matrimonio, stravolge la sua vita. L’amicizia con un altro outsider, l’organizzatore dei matrimoni locale e gay dichiarato, la spinge a riflettere sulle sue vere aspirazioni e i suoi diritti ad una vita piena ed appagante. Credo che questa sia una metafora molto importante che risuona anche nel nostro mondo contemporaneo. Io, come donna, ancora sento su di noi il peso del pregiudizio e di regole codificate, anche se oggi non più ammesse esplicitamente: che la disponibilità di una donna debba essere sempre totale ma le possibilità che le sono offerte limitate. Che il nostro compenso debba essere automaticamente inferiore. Che il nostro corpo e il nostro desiderio debbano essere scontati. La nostra libertà in qualche modo minore.

Marta non è una combattente, non conosce gli strumenti concreti per opporsi a quello che gli altri vorrebbero che lei facesse. Per questo credo che sia un personaggio con cui alcune di noi si possono identificare: una ragazza normale che solo lentamente prende coscienza del proprio valore.

Il contesto del libro mi è stato ispirato anche da mia madre e dai racconti della Calabria nella quale è cresciuta. E’ dunque anche un omaggio alle mie radici e ad un mondo emotivo amato e rifiutato. Per questo ho voluto utilizzare per molti dei dialoghi la lingua originale di quei tempi, in modo di calare il lettore più possibile in quell’universo.

Mentre scrivevo il romanzo non avrei mai immaginato che le mie parole si sarebbero successivamente trasformate nelle immagini di un film. E ancora meno potevo prevedere che sarei stata io stessa a dirigere questa storia per il grande schermo.

Anche se il film si sviluppa con un linguaggio diverso dal romanzo, ho amato vedere come i bravissimi attori, Ludovica Martino e Marco Leonardi, abbiamo saputo dare corpo alla fragilità e alla caparbietà di Marta da una parte e alla sensibilità e unicità di Lorenzo dall’altra. Spero che sia il lettore che lo spettatore possano emozionarsi vivendo la loro storia.

 

Il mio posto è qui

Il mio posto è qui

Daniela Porto

Calabria, 1940. Marta e Michele sono innamorati. La notte prima che lui parta per la guerra i due fanno l'amore. Ma Michele non torna dal fronte e Marta, rimasta incinta, dà alla luce il piccolo...

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