Auguri a tutte le mamme!

10/05/2019


  • In occasione della Festa della mamma, vi proponiamo un approfondimento sul rapporto “madri e figlie” di Aj Pearce, autrice del libro “La posta del cuore di Mrs bird”.

     

    Proprio non riuscirei a immaginare La posta del cuore di Mrs Bird senza la madre della protagonista. Conoscere la storia della mamma di Emmeline – e di sua nonna – era fondamentale per la stesura del romanzo. Ciò vale per tutti i personaggi principali: comprendere a fondo le loro famiglie, anche se la gran parte di esse non compare nel romanzo, mi aiuta a definire l’identità dei personaggi stessi. All’inizio del romanzo, sono ancora la madre e la nonna a influenzare Emmy maggiormente. Lei ha ventidue anni e sogna di diventare una corrispondente di guerra, che racconta la verità e può cambiare le cose. Quando si ritrova alla rivista Women’s Friend, dove lavora alla posta del cuore di Henrietta Bird, che tuttavia si rifiuta di affrontare certi problemi femminili poiché li considera delle “sgradevolezze”, Emmy ha la sensazione di non poter stare a guardare. Sebbene non sia autorizzata, decide di rispondere alle lettrici in prima persona. La sua è una mossa coraggiosa e, dato che Emmy stessa non la prende alla leggera, era importante per me far trasparire perché si sentisse così coinvolta e fosse disposta a rischiare il posto per cercare di aiutare delle sconosciute. Perciò ho riflettuto a lungo sulle sue origini, sulla sua educazione e, in particolare, su sua madre. Ho deciso in un baleno che spettasse alla famiglia di suo padre trasmetterle una stabilità tradizionale.

    Il dottor Lake è un brav’uomo, intelligente, abbastanza sveglio da aver sposato la madre di Emmy – la parte radicale della coppia. Sebbene nulla di ciò appaia apertamente nel romanzo, durante lo sviluppo dei personaggi avevo stabilito anche che la nonna di Emmy fosse stata un’eminente suffragetta (l’indizio è nel nome di Emmy – Emmeline Pankhurst è stata una famosa attivista per il diritto di voto alle donne – n.d.r) e che la signora Lake, da ragazza, avesse preso parte con lei al movimento. Sin da piccola, quindi, Emmy abituata ad aspettarsi equità per tutti, e a darsi da fare per risolvere da sé i problemi, se necessario. È una domanda che personalmente trovo affascinante: come cresceresti se una suffragetta avesse grandissima influenza sulla tua vita? Che impatto può avere avuto sulla mentalità di Emmy, in quanto giovane donna del 1941? Non si tratta di un tema preminente nel libro, ma di qualcosa che durante la scrittura è sempre rimasto in fondo ai miei pensieri. L’ispirazione data da sua madre è molto radicata nel personaggio di Emmy, che crede che tutto sia possibile se non demordi dall’obiettivo, che le donne (così come tutte le persone) debbano essere ascoltate, ma soprattutto che non si debba mai abbandonare gli amici.

    Come le dice suo padre con un certo orgoglio: «Emmy… tu discendi da una stirpe di donne formidabili». E come le dice sua madre: «Una volta sistemata questa sciocca faccenda, tu e Bunty e tutte le vostre amiche potrete ottenere quello che vorrete. Altrimenti stiamo perdendo tempo a combattere contro quel pazzoide».
    (Amo profondamente la famiglia Lake – il capitolo in cui Emmy torna a casa per il weekend è una delle mie parti preferite del romanzo). Emmy è fortunata: sua madre sostiene le sue lotte, talvolta in carne e ossa, e comunque sempre in termini di ispirazione. La storia di Emmy e La posta del cuore di Mrs Bird non esisterebbero senza di lei.


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