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Recentemente Le Journal du Dimanche ha raccontato che in Francia «Aurélie Valognes ha illuminato la quarantena dei suoi lettori» grazie al suo ultimo romanzo, pubblicato subito prima del lockdown, «aiutandoli a superare quel periodo angosciante. E lo dimostrano gli oltre 400 messaggi ricevuti dall’autrice su internet nel giro di 8 settimane: ‘Questo romanzo è stato il mio compagno di quarantena, e pensare che non leggevo un libro per intero dai tempi della scuola’ le scrive un lettore. ‘Grazie di averci donato freschezza, gioia e leggerezza in questo momento difficile’ la ringrazia una psicologa. ‘La sua scrittura ci fa stare bene’ aggiunge una donna ricoverata in ospedale. La pandemia avrà anche intralciato la promozione della sua novità, Né sous une bonne étoile, ma Aurélie Valognes, che al termine di tutti libri fornisce il suo indirizzo mail privato, non ha mai interrotto il legame con il suo pubblico. […] A ogni lettore scrive un breve messaggio di speranza, convinta che ‘basti veramente poco perché la ruota giri per il verso giusto’. La prova? La sua stessa storia. Ha creduto di non farcela quando è stata colpita da una pesante depressione dopo la nascita del suo primo figlio; si è ritrovata senza lavoro quando ha dovuto licenziarsi per seguire suo marito in Italia; la morte di una cugina l’ha sconvolta.» Finché, una notte, un sogno le ha ricordato un suo vecchio desiderio di bambina: diventare una scrittrice E si è detta: Ora o mai più.

Dopo aver frequentato un corso di scrittura creativa, ha autopubblicato il suo primo romanzo: un successo immediato da 1 milione di copie. E allora sono arrivati l’interesse degli editori, altri cinque romanzi, le classifiche – dove svetta sempre ai primi posti: «nel 2019, per il terzo anno consecutivo, l’autrice trentasettenne si è classificata tra i cinque romanzieri più letti in Francia» riporta Le Journal du Dimanche.

Mentre sta già lavorando al suo settimo romanzo, arriva in Italia uno dei suoi successi precedenti: Non c’è rosa senza spine (tit. orig.: Minute, papillon), una storia che parla di madri e figli, di seconde chance e dei piccoli, irrinunciabili piaceri della vita. Come le torte al limone e i cappuccini che Aurélie stessa ha gustato in una pasticceria di Milano e che hanno accompagnato la stesura del romanzo. C’è quindi anche un po’ di Italia in questa storia – e nel successo di questa autrice. Del resto, è proprio nel nostro Paese che Aurélie ha rispolverato il suo sogno di bambina e ha iniziato finalmente a scrivere.

Ecco la sua dedica ai lettori italiani: https://www.facebook.com/sperling.kupfer/videos/3041794155934319/

Non c'è rosa senza spine

Non c'è rosa senza spine

Aurélie Valognes

Nei suoi trentasei anni, Rose si è sempre sacrificata per gli altri, dimenticandosi di se stessa e dei suoi sogni. Nel momento in cui perde il lavoro, suo padre viene a mancare e il figlio...

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