Come è nato “Il mio posto è qui” di Daniela Porto

In occasione dell’uscita del romanzo “Il mio posto è qui” di Daniela Porto, abbiamo chiesto all’autrice di raccontarci la nascita di questa storia e di come è stata trasformata nell’omonimo film che arriverà nelle sale nelle prossime settimane:

Ho iniziato a scrivere “Il mio posto è qui” perché sentivo forte dentro di me la necessità di raccontare la storia di una donna che si ritrova, suo malgrado, ad essere una piccola eroina in un mondo che intorno a lei sta cambiando.

La storia è ambientata in Italia, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, un momento di cambiamenti storici e di grandi speranze. Ma, quando la conosciamo, Marta è una ragazza ancora perfettamente calata nel suo tempo, che non si sogna neanche di mettere in discussione le convenzioni della sua comunità, un paesino sperduto del meridione: l’autorità dei suoi genitori, il potere maschile, i precetti della Chiesa. Ma un evento inaspettato, una vergognosa gravidanza fuori dal matrimonio, stravolge la sua vita. L’amicizia con un altro outsider, l’organizzatore dei matrimoni locale e gay dichiarato, la spinge a riflettere sulle sue vere aspirazioni e i suoi diritti ad una vita piena ed appagante. Credo che questa sia una metafora molto importante che risuona anche nel nostro mondo contemporaneo. Io, come donna, ancora sento su di noi il peso del pregiudizio e di regole codificate, anche se oggi non più ammesse esplicitamente: che la disponibilità di una donna debba essere sempre totale ma le possibilità che le sono offerte limitate. Che il nostro compenso debba essere automaticamente inferiore. Che il nostro corpo e il nostro desiderio debbano essere scontati. La nostra libertà in qualche modo minore.

Marta non è una combattente, non conosce gli strumenti concreti per opporsi a quello che gli altri vorrebbero che lei facesse. Per questo credo che sia un personaggio con cui alcune di noi si possono identificare: una ragazza normale che solo lentamente prende coscienza del proprio valore.

Il contesto del libro mi è stato ispirato anche da mia madre e dai racconti della Calabria nella quale è cresciuta. E’ dunque anche un omaggio alle mie radici e ad un mondo emotivo amato e rifiutato. Per questo ho voluto utilizzare per molti dei dialoghi la lingua originale di quei tempi, in modo di calare il lettore più possibile in quell’universo.

Mentre scrivevo il romanzo non avrei mai immaginato che le mie parole si sarebbero successivamente trasformate nelle immagini di un film. E ancora meno potevo prevedere che sarei stata io stessa a dirigere questa storia per il grande schermo.

Anche se il film si sviluppa con un linguaggio diverso dal romanzo, ho amato vedere come i bravissimi attori, Ludovica Martino e Marco Leonardi, abbiamo saputo dare corpo alla fragilità e alla caparbietà di Marta da una parte e alla sensibilità e unicità di Lorenzo dall’altra. Spero che sia il lettore che lo spettatore possano emozionarsi vivendo la loro storia.

 

IL MIO POSTO È QUI vince al Bif&st 2024

IL MIO POSTO E QUI, il film tratto dall’omonimo romanzo di Daniela Porto (Sperling & Kupfer)

Diretto da Daniela Porto e Cristiano Bortone

con Ludovica Martino e Marco Leonardi

Ai registi Daniela Porto e Cristiano Bortone il Premio Giuliano Montaldo per la Miglior Regia e alla protagonista Ludovica Martino il Premio Mariangela Melato come Migliore Attrice

Adler Entertainment e Orisa Produzioni sono orgogliosi di annunciare i due prestigiosi premi vinti dal film Il mio posto è qui durante Bif&st 2024 – Bari International Film&Tv Festival, dove il film è stato presentato in anteprima assoluta nella sezione ItaliaFilmFest/Nuovo Cinema Italiano.

La Giuria della sezione competitiva ItaliaFilmFest/Nuovo Cinema Italiano, presieduta dalla produttrice Donatella Palermo, ha attribuito i seguenti riconoscimenti:

Premio Giuliano Montaldo alla miglior regia a Daniela Porto e Cristiano Bortone per aver raccontato con forza, semplicità e rispetto una storia esemplare di emancipazione e lotta al pregiudizio in un luogo e in un tempo apparentemente lontani.

Premio Mariangela Melato alla miglior attrice protagonista a Ludovica Martino per aver illuminato l’intero film e aver interpretato con credibilità ed emozione la figura di una donna che contro ogni possibilità riesce a prendere in mano la sua vita.

Il mio Posto è qui è un film che racconta con verità e coraggio e un taglio fortemente realistico una storia di amicizia ed emancipazione ambientata nella Calabria rurale degli anni ’40, sullo sfondo dei cambiamenti sociali dell’Italia del dopoguerra. Marta è una ragazza madre che per la sua condizione scomoda viene promessa in sposa ad un uomo che non ama. Conosce Lorenzo, l’assistente del parroco, noto come l’uomo dei matrimoni ma scansato da tutti per la sua omosessualità. Tra loro nasce un intenso rapporto. Grazie a Lorenzo, Marta entra in contatto con quella comunità nascosta e per lei sconvolgente di omosessuali e, lentamente, comincia a prendere coscienza dei suoi diritti come donna. Ma, di quell’angolo remoto di mondo sarà costretta a difendersi in ogni modo dai pregiudizi e dalla cultura patriarcale che la circonda.

Il mio Posto è qui è scritto e co-diretto da Cristiano Bortone – regista e produttore, ha vinto nel 2008 un David di Donatello con Rosso come il cielo e ha diretto nel 2016 la prima coproduzione ufficiale tra Italia e Cina con il film Caffè – e Daniela Porto, quest’ultima – al suo esordio come regista e sceneggiatrice – è anche autrice del romanzo omonimo da cui è tratto il film, appena uscito con Sperling & Kupfer.

Interpreti principali sono Ludovica Martino, giovanissima ma già volto apprezzatissimo del panorama cinematografico italiano (Skam Italia, Sotto il sole di Riccione, Lovely boy, Il campione, I migliori giorni, Vita da Carlo) e Marco Leonardi, attore dalla pluriennale esperienza cinematografica iniziata come Totò di Nuovo cinema paradiso, passata per grandi successi come Come l’acqua per il cioccolato di Alfonso Arau, C’era una volta il Messico di Robert Rodriguez, Mary di Abel Ferrara e più di recente film molto apprezzati come Anime nere di Francesco Munzi, Maradona di Marco Risi, Tutti i Soldi del Mondo di Ridley Scott, Martin Eden di Pietro Marcello e Padre Pio di Abel Ferrara.

Le riprese si sono svolte tra Gerace (RC), storico borgo della Locride in Calabria, e la Puglia, con location suggestive che raccontano un’Italia dimenticata. Il film è stato prodotto da Orisa Produzioni in co-produzione con Goldkind Filmproduktion (Germania), con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission, Apulia Film Commission e della Regione Lazio, Fondo Lazio Cinema International, POR-FESR 2014-2020.

La Calabria Film Commission, tra i sostenitori del progetto dal primo ciak, si congratula per i prestigiosi premi. “Accogliamo con soddisfazione – ha commentato – Anton Giulio Grande, Commissario Straordinario di Calabria Film Commission – il doppio premio ricevuto da “Il mio posto è qui” al Bif&st 2024. La migliore regia per Daniela Porto e Cristiano Bortone – e la migliore attrice per Ludovica Martino certificano la bontà della nostra scelta nel sostenere l’opera, di qualità nella direzione del film e nell’interpretazione attoriale. Così si dà luce e visibilità anche al paesaggio della Calabria, nella sua bellezza senza tempo, anche di una ricostruzione storica ben realizzata. Un modo efficace di promuovere il territorio”.

Anche Apulia Film Commission, nella figura del Direttore Antonio Parente, esprime la massima soddisfazione per aver sostenuto ed ospitato un’opera così originale: “Ci auguriamo che il film possa avere una larga diffusione anche grazie a questo meritato riconoscimento”.

IL MIO POSTO È QUI arriverà nei cinema dal 25 aprile distribuito da Adler Entertainment.

Sinossi: All’indomani della fine della Seconda Guerra mondiale, in un piccolo paese calabrese, l’incontro tra Marta (Ludovica Martino), ragazza madre promessa in sposa ad un uomo che non ama, e Lorenzo (Marco Leonardi), l’omosessuale locale conosciuto come “l’organizzatore dei matrimoni”, fa nascere una profonda amicizia che porta la giovane ragazza a sfidare i pregiudizi della comunità che li circonda e a lottare per trovare il proprio posto nel mondo come donna.

DAL 25 APRILE AL CINEMA

Il Gruppo Mondadori ottiene la certificazione per la parità di genere

Un riconoscimento importante nell’ambito del percorso Diversity & Inclusion intrapreso tre anni fa per promuovere una cultura inclusiva e opportunità eque in azienda

Segrate, 12 marzo 2024 – Una certificazione a conferma dell’impegno e della capacità dell’azienda di creare un ambiente di lavoro sempre più attento all’equità e all’inclusione. È l’attestato per la parità di genere UNI/PdR 125:2022 ottenuto dal Gruppo Mondadori.

La certificazione, con validità triennale, è stata rilasciata da Bureau Veritas, ente certificatore accreditato, a seguito di un processo di audit che ha riconosciuto l’impegno concreto del Gruppo Mondadori nel valorizzare la diversità e nel favorire significativamente i processi di inclusione all’interno dell’azienda.

Si tratta di un ulteriore passo in avanti nel percorso strategico intrapreso nel 2021 con la creazione della funzione Diversity & Inclusion, nata con l’obiettivo di garantire un’architettura di opportunità eque e trasparenti a tutte le persone di Mondadori e dare loro la possibilità di esprimere la propria unicità e il proprio talento, per rafforzare anche il senso di appartenenza all’azienda.

Leggi il comunicato integrale.

In foto: una rappresentazione delle persone del Gruppo Mondadori coinvolte nel percorso aziendale dedicato alla Diversità & Inclusion

Sara Rattaro – Io sono Marie Curie

In occasione dell’uscita del nuovo romanzo di Sara Rattaro, “Io sono Marie Curie”, abbiamo chiesto all’autrice di raccontarci qualche dettaglio in più sulla vita della scienziata.

 

«È una piccola storia semplice, senza grandi eventi. Sono nata a Varsavia, da una famiglia di insegnanti. Ho sposato Pierre Curie e ho avuto due figlie. Ho lavorato in Francia

Inizia così l’autobiografia di Marie Curie. Difficile immaginare una descrizione più contenuta e umile di quella che è stata, invece, la più grande scienziata di tutti i tempi e la madre della fisica moderna.  Unica donna a vincere due Premi Nobel, assegnati in due discipline diverse e prima donna a insegnare alla Sorbona. Eppure, lei che quando scriveva queste righe, è già una leggenda, ha vissuto una vita straordinaria, non facile. Dall’infanzia in una Polonia oppressa dall’Impero Russo, in cui non poteva né studiare, perché era una ragazza, ma neanche parlare la propria lingua, al viaggio attraverso l’Europa che la porterà, in una carrozza di terza classe, a Parigi, dove conoscerà il grande amore della sua vita, Pierre Curie, scienziato così intelligente da intuire il genio di quella giovane ricercatrice che poi diventerà sua moglie e con cui cambierà il mondo della scienza.

Il loro amore è stato autentico e paritario. Pierre e Marie condividevano il lavoro e le scelte professionali in perfetta armonia. Una cosa bella, quanto rara per quell’epoca e, anche per questo, che la prematura morte di Pierre, travolto da un carro, rappresenterà per Marie il dolore più atroce e un senso di solitudine che solo chi ha trovato l’anima gemella, e poi la perde improvvisamente, può provare.

Quante volte ci è capitato di non sentirci abbastanza? Intervista a Lucrezia Marino.

Abbiamo intervistato Lucrezia Marino, psicologa, psicoterapeuta, sessuologa e content creator, conosciuta sui social come LuMore, che nel suo ultimo libro “Mai abbastanza” ci accompagna in un viaggio introspettivo, alla riscoperta della propria autostima e della fiducia in sé stessi.

Quale messaggio vorresti veicolare con il tuo libro? A chi pensi potrebbe essere utile e a chi pensavi mentre lo scrivevi?
Ho scritto questo libro pensando alle persone che seguo in psicoterapia, ma anche molto a me. Questo perché io stessa ho fatto un lungo percorso di psicoterapia. Sono stata una paziente come loro e allo stesso modo ho affrontato esattamente le stesse questioni. Ho pensato spesso ai prima e dopo, a come erano e a come sono diventati, a come ero io e a come sono diventata, e per questo sono certa che il mio libro possa essere utile a chiunque sia ancora alle prese con la convinzione di non essere mai abbastanza, perché si sentirà compreso e potrà vedere che non si tratta di un lago placido e stagnante, ma di un passaggio. Leggeranno che esiste un “oltre”.

Quanto di te c’è nel libro? In che misura la parte personale si intreccia con quella professionale, e come il tuo vissuto ti ha aiutato nella stesura?
C’è davvero molto di me in questo libro. C’è il mio percorso di crescita, ci sono i ragionamenti che mi hanno aiutata a districare il mio groviglio, ci sono le emozioni che ho provato e che ho fatto evolvere con me. Non è pensabile fare un lavoro del genere senza essersi prima tuffati dentro di sé. Al di là di qualsiasi formazione istituzionale, che è ovviamente indispensabile, c’è la formazione personale. Questo lavoro non puoi farlo se non sei tu uno strumento che suona bene.

Se dovessi pensare a uno dei tuoi passaggi preferiti del libro, quale sarebbe?
I miei passaggi preferiti sono i racconti delle storie delle mie pazienti. È incredibile come ognuno abbia una storia unica e irripetibile, ma allo stesso tempo così condivisibile dal punto di vista emotivo. Ci troviamo tutti e tutte ad affrontare gli stessi nodi, per questo poter avvicinarsi alla verità di ognuno di loro è così arricchente. È anche grazie all’immedesimazione che riusciamo ad accedere ai nostri vissuti più profondi. Sono immensamente riconoscente per avermi permesso di raccontare le loro storie.

Iron Flame di Rebecca Yarros esordisce al primo posto della classifica italiana

Iron Flame di Rebecca Yarros esordisce al primo posto della classifica italiana

Il secondo capitolo della saga fenomeno mondiale al primo posto delle classifiche di tutto il mondo, conquista anche il nostro Paese

Fourth Wing e Iron Flame, i primi due capitoli della serie che unisce romance e fantasy, hanno venduto sei milioni di copie nel mondo (diritti acquisiti in quaranta paesi)

I due romanzi hanno oltre mezzo miliardo di visualizzazioni su Tiktok e diventeranno una serie Amazon Studios

 

IRON FLAME

di Rebecca Yarros

Sperling & Kupfer

pagg. 752 euro 19,90

Data di uscita: 30 gennaio 2024

Versione ebook disponibile

 

Il Basgiath War College è la famosissima scuola per diventare cavalieri di draghi più crudele ed elitaria che ci sia. Una volta entrati non si hanno altro che due possibilità: diventare cavalieri o morire

 

LA TRAMA

Tutti si aspettavano che Violet Sorrengail morisse durante il suo primo anno al Collegio della Guerra di Basgiath, compresa lei stessa. Ma la Trebbiatura è stata solo la prima, difficilissima prova per eliminare gli insicuri, gli indegni e gli sfortunati. Ora inizia l’addestramento vero e proprio, e Violet già si chiede come farà a superarlo. Perché non sarà soltanto terribilmente estenuante, brutale e progettato per testare la capacità dei cavalieri di resistere al dolore oltre ogni limite. Il vero pericolo è il nuovo vicecomandante, che ha deciso di dimostrare a ogni costo a Violet quanto sia inadatta al posto che si è guadagnata a fatica, a meno che non tradisca l’uomo che ama. Forse il corpo di Violet è più debole di quello degli altri, ma di certo non le manca né l’ingegno, né una volontà di ferro. E soprattutto, la vicecomandante non tiene conto della lezione più importante di Basgiath: i cavalieri dei draghi si fanno le regole da soli. Ma la determinazione a sopravvivere non sarà sufficiente quest’anno. Perché Violet conosce il vero segreto nascosto da secoli al Collegio di Guerra di Basgiath e niente, nemmeno il fuoco dei draghi, potrebbe essere sufficiente a salvarli.

 

L’AUTRICE

Rebecca Yarros è autrice numero 1 del New York TimesUsa Today e Wall Street JournalFourth Wing, uscito a metà del 2023 negli Stati Uniti, è un caso editoriale mondiale, con oltre 2 milioni e mezzo di copie vendute ed è in corso di pubblicazione in oltre 30 Paesi. Vive in Colorado, e attualmente sta lavorando al terzo capitolo della Empyrean Series.

www.rebeccayarros.com

 

 

Ufficio stampa:

Maria Elisa Foresto tel. 335.7851307 foresto@mondadori.it

Gaia Caracciolo tel. 342 1097165 gaia.caracciolo@mondadori.it

BOOKPOWER

Partecipa anche tu all’iniziativa BOOK POWER recandoti in una delle librerie Mondadori aderenti all’iniziativa o sul sito mondadoristore.it.

 

Concorso valido dal 30 gennaio 2024 al 18 febbraio 2024.

Leggi il regolamento completo e scopri i romanzi coinvolti.

SCOPRI L’ELENCO DELLE LIBRERIE ADERENTI ALL’INIZIATIVA

 

ELENCO LIBRI PROMOZIONATI:

Blue Camy – Le stelle non fanno rumore

Castiello Claudia – Doctor Dream vol 1. Tra sogno e incubo

Castiello Claudia – Doctor Dream vol 2. Tra verità e inganno

Castiello Claudia – Doctor Dream vol 3. Tra luce e ombra

Elle A.A. – You make me ache I crave you

Emanuelli Roberto – Tutta la verità, nient’altro che una bugia

Fiorella Giorgia – Call me Michael

Graciotti Camilla – L’estate dei bravi ragazzi

Halley Ribes – Dance of bulls vol 1. Tempo siderale

Halley Ribes – Dance of bulls vol 2. Corpi celesti

Hazelwood Ali – Bride

Hazelwood Ali – Love, theoretically. La fisica dell’amore

Heather Fannie – Offline. Hold your darkness

Heather Fannie – Offline something dark

Hoover Colleen – It starts with us

Hoover Colleen – Reminders of him

Hoover Colleen – Ugly love

Hoover Colleen – Verity

Hoover Colleen, Fisher Tarryn – Never never

Lancali – Un amore da morire

Luin Ellie B. – Deviant 1

Luin Ellie B. – Deviant 2

Mantovani Ginevra – soul

Mikaelson Christina – La sindrome di Didone. Tracotanza

Mikaelson Christina – La sindrome di Didone 2. Superbia

Ollerongis Mattia – Quanto ci siamo voluti bene

Ollerongis Mattia – Ti penso (ancora)

Piromallo Selene – Scacco matto. The black rose (vol.3)

Piromallo Selene -The black rose

Piromallo selene – The black rose 2

Rigodanza Nadia – Baciami solo un’altra volta

Riley Hazel – Game of gods. Discesa agli inferi

Stefania S. – Love me love me 1

Stefania S. – Love me love me 2

Stefania S. – Love me love me 3

Shell Kira – Kiss me like you love me 1. Let the game begin

Shell Kira – Kiss me like you love me 2. A dangerous game

Shell Kira – Kiss me like you love me 3. Game over

Shell Kira – Kiss me like you love me 4 + 5

Sole Francesco – Il segreto della donna più felice del mondo

Yarros Rebecca – Fourth wing

Yarros Rebecca – Iron flame

 

 

 

Benvenuto nel mondo di… ENGAGED!

Ecco il video realizzato per la saga Engaged di Beppe Roncari dal regista David Costa per The Cube Magazine.
Ringraziamenti a Maria Dolores Vargas come editrice e ad Alberto Corrado per il supporto.

Scopri i temi storici di “Engaged” di Beppe Roncari, il retelling in chiave fantasy storica de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.

Buona lettura!

1) Sono una strega, non sono una santa

“Tremate, tremate, le streghe son tornate!” Questa vecchia filastrocca per bambini divenne il motto del movimento femminista degli anni Settanta. E non avrebbe potuto essere più appropriato…


Sono una strega, non sono una santa! (
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2) Una magia… che lascia il segno

Come funzionava la magia popolare a inizio Seicento? A differenza di quella colta, praticata da negromanti e alchimisti alle corti dei sovrani…


Una magia… che lascia il segno. (
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3) Inquisitori… inquisiti!

Lo sapevate che spesso a finire inquisiti dal Sant’Uffizio erano… gli inquisitori stessi? E che sono esistiti inquisitori che si sono tassati personalmente per curare e risarcire gli eretici pentiti all’ultimo minuto?


Inquisitori… inquisiti! (
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4) Manzoni VS Arrigoni

È possibile che alla base dei Promessi Sposi si nasconda una faida famigliare?
Leggendo i documenti sembrerebbe proprio di sì, e affiora addirittura l’ipotesi che Manzoni non fosse del tutto ironico quando affermava di aver ritrovato un vecchio manoscritto “dilavato e graffiato”.


Manzoni VS Arrigoni (
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5) Gli untori della peste

Nella stampa coeva che accompagnava la Descrizione della esecuzione di giustizia fata in Milano contro alcuni li quali hanno composto e sparso gli unti pestiferi del 1630 si leggono alcuni nomi, e soprattutto un cognome, che lasciano esterrefatti: «Francesco Manzone soprannominato Bonazzo».


Gli untori della peste (
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La stoccata vincente, Paolo Pizzo

La stoccata vincente, il libro di Paolo Pizzo, scritto con Maurizio Nicita, che ha ispirato l’omonimo film tv di Rai 1, è dedicato a tutti quelli che ogni giorno lottano per la vita distillandone ogni goccia con gioia.
La storia del pluricampione di scherma racconta non solo una straordinaria carriera sportiva, ma anche la battaglia con un tumore al cervello e il percorso tra sofferenze e sconfitte fino alla realizzazione del sogno più grande che Paolo coltivava fin da ragazzo.
Una vicenda che dimostra come la tenacia e la determinazione siano la chiave per superare le crisi con le quali la vita ci mette alla prova.
“Tutti si possono immedesimare in questa storia”, ha dichiarato Alessio Vassallo che ha interpretato Pizzo sullo schermo, “perché tutti cadono e non bisogna avere vergogna di parlarne.”

Anna Bonacina ci racconta come è nato il suo primo romanzo “L’estate in cui fiorirono le fragole”

In occasione dell’uscita del suo primo romanzo, “L’estate in cui fiorirono le fragole“, abbiamo chiesto ad Anna Bonacina di raccontarci come è nato il libro.

Scrivere L’Estate in cui fiorirono le fragole è stata un’avventura.
Per mesi mi sono trasferita a Tigliobianco e mi sono aggirata fra le piccole vie di quel paesino creando e facendo la conoscenza dei suoi bizzarri e a volte surreali abitanti.
Ho esplorato Villa Edera assieme a Priscilla e con lei ho vissuto l’emozione di ritrovarmi in un luogo quasi incantato, dove tutti si conoscono e dove tutti – o quasi – si vogliono bene.
Muovere assieme tutti quei personaggi era come giocare al teatrino delle marionette, tirare i fili delle loro vite e farli muovere fino a creare legami fra loro e storie e vite, è stato un gioco bellissimo.
Ho cercato di metterci l’amore. Non solo quello che sboccia fra la delusa Priscilla e Cesare, ma anche quello che lega Ettore ad Amanda e l’amore giocoso che unisce Virginia e i bambini o quello doloroso e antico fra Penelope e il suo innamorato scomparso. Volevo che molte forme di amore abitassero le vie di Tigliobianco e i cuori dei suoi personaggi.
Così, farli collaborare fra loro per falsificare una lettera, per ordire una caccia al tesoro o per aiutare Cesare e Priscilla a superare gli ostacoli che si trovavano davanti, mi ha regalato l’emozione di creare un piccolo mondo. Un mondo in miniatura dentro il quale costruire piano piano le loro vite.
E poi, naturalmente, c’era la Suprema. Quella torta di fragole così sublime da avere un nome e la cui ricetta è andata perduta. La Suprema è stata una sfida, con quella sua mitologica ricetta che doveva contenere un ingrediente segreto ma una fattura che andasse d’accordo con gli anni Settanta e che potesse essere il capolavoro di una donna che era la perpetua di un piccolo paese.
Ho passato giorni pensando a come potesse essere la Suprema.
Ho chiesto aiuto alle amiche, ho fatto con loro delle prove e riso molto quando, sfornandola, scoprivamo che era un disastro.
E allora serviva modificare, togliere e aggiungere, cambiare.
Perché fra gli ingredienti che servono per fare una torta e quelli che servono per scrivere un romanzo la differenza non è poi molta ed entrambi, alla fine, sarebbe bello che lasciassero a chi li assaggia la voglia di poterne avere ancora un’altra fetta e un’altra pagina.

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