Daniel Speck “Volevamo andare lontano”: la serie tv.

Crediti immagine: ZDF, Rai

Arriva anche in Italia la miniserie tv tratta dal bestseller di Daniel Speck “Volevamo andare lontano”, romanzo che, dopo essersi affermato come il debutto di maggior successo in Germania (con ben 85 settimane di permanenza nella classifica di Der Spiegel) tra 2016 e 2017, ha conquistato l’anno scorso anche la classifica di narrativa straniera in Italia.
Realizzata dalla emittente tedesca ZDF e acquisita dalla RAI durante l’ultimo Festival di Berlino, la fiction tv andrà in onda in due puntate stasera e domani (lunedì 3 e martedì 4 giugno), in prima serata su RAI 1. I tre episodi originali sono stati adattati per il palinsesto italiano in due parti, intitolate «L’amore» e «Il segreto». Per i lettori del romanzo, sarà un modo per rivivere l’appassionante saga della famiglia Marconi, tra l’isola di Salina e Milano, tra l’Italia e la Germania. Una storia che si snoda lungo tre generazioni, un grande amore sospeso nel tempo, e un mistero che una giovane donna in cerca delle proprie radici, oggi, cercherà di sciogliere.
Per chi attraverso la serie tv scopre per la prima volta questa saga, sarà l’occasione di farsi conquistare dalla narrazione travolgente di Daniel Speck, che in questi giorni sarà in Italia per parlarci anche del suo secondo romanzo, Piccola Sicilia.

Crediti immagine: ZDF, Rai

Daniel Speck: Scrivo di famiglie per raccontare il mondo

«Scrivo di famiglie per raccontare il mondo.»*

Sin dagli esordi della sua brillante carriera di sceneggiatore, Daniel Speck ha posto la famiglia al centro del suo universo creativo. Nelle sue storie, il nucleo famigliare è un microcosmo che rispecchia emozioni e tensioni del mondo che ci circonda, un punto di osservazione privilegiato per raccontare i tempi che stiamo vivendo e i mutamenti della società. Fino ad abbracciare le epoche che ci precedono, attraverso un’alternanza avvincente di piani temporali e salti generazionali.
Così è stato anche nel suo primo romanzo, Volevamo andare lontano, che raccontava l’avvincente saga di una famiglia italiana in cerca di fortuna in Germania: nella storia dei Marconi, abbiamo riscoperto un pezzo della nostra Storia nazionale, il recente passato di emigrazione in cui eravamo noi a vestire i panni di coloro che oggi bussano alla nostra porta carichi solo di sogni e speranze.
Dopo il grande successo di Volevamo andare lontano – in Germania è stato l’esordio più venduto nell’anno di pubblicazione e ne è stata subito tratta una serie tv, a breve in onda anche su Rai1 – Daniel Speck è tornato a scalare le classifiche tedesche con un nuovo romanzo: Piccola Sicilia, che in questi giorni arriva anche nelle librerie italiane.
Cuore della storia è l’epopea dei Sarfati, «al contempo italiani, tunisini ed ebrei»: una famiglia che ha nel dna il cosmopolitismo del quartiere in cui abita, quella “Piccola Sicilia” che dà il titolo al romanzo: la Little Italy di Tunisi, dove – fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale – cristiani, ebrei e musulmani convivevano pacificamente. Mentre i semi dell’odio portati dal conflitto attecchiscono anche in quell’oasi di tolleranza – in pagine poeticamente drammatiche che sembrano un monito per il nostro presente – la famiglia Sarfati è in balia di quella bufera in cui storie e destini, ferocia e umanità si intrecciano in maniera inestricabile. Scossi da quella tempesta, i protagonisti di Piccola Sicilia sono anime in cerca di un’identità in cui riconoscersi nuovamente, di una patria cui appartenere, di una verità che possa colmare la mancanza. Verità che passa inevitabilmente dai segreti della famiglia: epicentro da cui tutto parte e a cui tutto torna, da cui desideriamo fuggire e al contempo ritornare. Perché ognuno di noi ha bisogno di un luogo da chiamare casa.

*Daniel Speck in una intervista a Die Zeit.

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