Letture d’autore 4: Simone Perotti legge un brano da UN UOMO TEMPORANEO

Ecco per voi una breve audio-clip.
Un brano a settimana dal mio ultimo romanzo, Un uomo temporaneo (Frassinelli), letto dall’autore, cioè da me medesimo.

Perché, forse, nessuno come l’autore sa quale sia la musica di un testo. Ma soprattutto perché ascoltare è gesto rivoluzionario, in questa epoca di (non) vedenti.

Ogni cosa è immagine, spesso veloce, incalzante. Ma qui, come dice la polizia sulla scena del crimine, non c’è niente da vedere. Semmai, da immaginare.

Niente come le parole di una storia possono suscitare immaginazione.
Aguzzate le orecchie. Provate a sentire.

Buon ascolto.

Simone Perotti

Il commissario Soneri ci scrive

Sì, è vero, ritorno molto arrabbiato. Del resto, calmo, mica lo sono mai stato. “Soneri, lei è un personaggio malinconico, nostalgico…” mi sentivo dire. Be’, la malinconia è colma di rimpianto ed è un sentimento tutto sommato tranquillo. Anche rassegnato di fronte all’ineluttabile trascolorare delle cose.

La rabbia, invece, non è né rassegnata né tranquilla. Ecco, io adesso sono così. Appartengo all’epoca dell’euforia del progresso e avrei voluto che si perpetuasse.

Mio padre mi ha consegnato un Paese migliore di come l’aveva ereditato e io consegnerò a mio figlio un Paese peggiore: ecco il mio cruccio!

Molti della mia età hanno tradito e contro questi combatto. Contro il loro mondo di interessi e corruzione come accade nella Parma vilipesa in cui indago ne La strategia della lucertola. E’ la stessa rabbia del mio autore, con cui convivo ormai da sedici anni. In questo, io e lui, siamo perfettamente d’accordo. Potremmo andare in tandem. Almeno qualcuno che è d’accordo con te, nella vita, ci vuole. Mica si può sempre essere contro tutti. Questo no, non lo può fare nemmeno un commissario.

Franco Soneri

Caro lettore, se desideri restare aggiornato sulle novità editoriali e le iniziative di Sperling & Kupfer iscriviti alla nostra newsletter: è semplice e gratuita.
Iscriviti alla newsletter