Natale con Frassinelli

Le vacanze di Natale sono l’occasione ideale per scoprire o riscoprire il piacere di leggere! Che sia un regalo per i vostri cari o per voi stessi, vi suggeriamo una selezione di libri perfetti per trascorrere le feste in compagnia di un romanzo Frassinelli.

Voce di carne e di anima di Alda Merini
Tensione mistica e vocazione terrena, religione e follia, vitalità e scrittura. Gli amanti della Poesia non possono lasciarsi sfuggire questo volume: un intenso compendio di alcuni dei libri più importanti che Alda Merini ha affidato – negli ultimi dieci anni della sua vita – all’amico Arnoldo Mosca Mondadori e impreziosito dalla meravigliosa copertina realizzata dall’illustratrice Marta Lorenzon.

L’importanza di ogni parola di Toni Morrison
In un’epoca in cui il pensiero complesso è ridotto a slogan e tweet, L’importanza di ogni parola è il lascito di Toni Morrison, una delle più grandi scrittrici della storia americana, un’autrice che ha sempre messo al centro del proprio lavoro la ricchezza del linguaggio e la ricerca della verità. Così, i diversi testi di questa raccolta hanno alla fine un unico filo conduttore, lo smantellamento delle apparenze (l’essere bianchi, l’essere neri, innanzitutto), con la loro natura ingannevole e strumentale.

Leopardo nero, Lupo rosso di Marlon James
Magia, mistero, atmosfera mistica sono gli elementi portanti dell’imponente fantasy di Marlon James. Quale periodo migliore per leggerlo se non quello natalizio? Verrete trasportati in un’Africa antica e selvaggia dove leopardi e lupi si mescolano con uomini dai poteri sovrannaturali, e dove a vincere è la legge del più forte.

Respiro di Ted Chiang
Ted Chiang è fantascienza nella sua forma più elevata. Citato come l’erede di Philip K. Dick, nella raccolta di racconti Respiro esalta il valore della vita, l’ineluttabilità, la paura e il dolore della morte, la necessità della memoria, la ricchezza salvifica del sapere, e volere, comunicare. Pronti per perdervi in nuovi mondi?

Il cielo non è per tutti di Barbara Garlaschelli
Tinte noir e una forte storia dove a dominare sono le emozioni. L’ultimo romanzo di Barbara Garlaschelli ci riporta indietro nel tempo, agli anni dell’infanzia, facendoci vivere un’età dimenticata attraverso la delicata storia di Giacomo e Alida.

Il fuoco e la polvere di Mauro Garofalo
Se preferite un Natale avventuroso ed esplosivo, il nostro consiglio non può che essere Il fuoco e la polvere! Ambientato nella Maremma del 1862, un western tutto italiano nel quale Mauro Garofalo ci fa vivere una storia intrisa di ribellione, forza, violenza e ruralità.

Buone letture e Buone Feste!

Toni Morrison, L’importanza di ogni parola

5 ottobre 2019

Sono passati due mesi dalla morte di Toni Morrison, e come sempre sembra un secolo. Non abbiamo smesso di sentire la sua mancanza, ma neanche di riflettere su quello che ci ha lasciato. I suoi romanzi, dall’Occhio più azzurro a Prima i bambini, i suoi saggi e le lezioni sulla letteratura americana, le sue pièce teatrali che un giorno arriveranno anche qui. Perché se è vero che Toni Morrison è stata una scrittrice afroamericana che ha scritto e parlato soprattutto del rapporto tra bianchi e neri, in letteratura e non solo, è anche vero che ha scritto di rapporti di potere, che generano violenza. Potere e violenza non hanno razza, sono categorie dello spirito universali. E allora quello che ci ha lasciato Morrison è una traccia per riflettere ma soprattutto arrabbiarsi, finalmente, insorgere contro potere e violenza.

Lo dice bene lei stessa nei testi che sono raccolti ne L’importanza di ogni parola e alla fine, soprattutto per noi che pubblichiamo i suoi libri da trent’anni, la cosa più giusta è consigliarvi di leggerli, senza troppi commenti. Come dice Toni: il linguaggio è la misura delle nostre vite.

Romanzi all’aria aperta: le proposte dell’estate Frassinelli

Secondo i meteorologi l’estate comincia il 1° giugno, ma per tutti noi è oggi, 21 giugno, l’inizio della più attesa delle stagioni. Il solstizio d’estate quest’anno cade di venerdì, abbiamo tutto il weekend per goderci il momento. Le giornate sono lunghissime e piene di sole, le vacanze sono a un passo (pazienza, ancora un bel respiro), le valigie scalpitano per partire, belle piene. Di vestiti, infradito, scarponi, sneaker, e naturalmente libri.
Se siete di quelli che le serie TV se le godono a casa, sempre spiaggiati, ma sul divano, junk food e grande schermo, senza la seccatura di sabbia nelle cuffie e il rischio di un tuffo in acqua che vi frizza il tablet, allora vi piacciono le storie e aspettate questo momento per recuperare finalmente quel libro che volevate leggere proprio durante le vacanze. Che sia puro intrattenimento o il romanzone di cui tutti vi hanno parlato, che sia l’ultimo libro del vostro autore preferito o il classico che avreste sempre voluto vantarvi di aver letto, il libro è l’oggetto tecnologicamente più avanzato e compatibile con sdraio e ombrellone o alpeggio e rifugio.
E se è un buon libro, vi emozionate, vi commuovete e vi arrabbiate, vi affezionate ai personaggi e volete sapere come si svolge la trama. Se è un ottimo libro (qualcuno lo definisce letterario), vi fa anche discutere, pensare, immaginare. E alla fine, magari, lo consigliate al vicino/vicina di ombrellone, o lo lasciate nella biblioteca dell’albergo affinché qualcun altro possa divertirsi quanto voi. Perché, come diceva Dorothy Parker, la cura migliore contro la noia è la curiosità (e non c’è cura alla curiosità).
Con questa rubrica estiva rivolta dunque ai curiosi, ai lettori da spiaggia (o da rifugio), agli amanti dei libri, noi di Frassinelli proviamo a proporre le nostre letture, non solo raccontando in breve il contenuto dei romanzi, ma aggiungendo i pareri di altri lettori e recensori, coinvolgendo, quando è possibile, gli autori con
un commento e infine immaginando un profilo del lettore più affine a quel libro.
Last but not least: le nostre pagine sono aperte ai vostri commenti, pensatele come un circolino di lettura, un modo per scambiare pareri non solo e non tanto con la casa editrice (che magari vi può dare qualche informazione in più, comunque), quanto con altri lettori. Non si chiamano social network per questo?
Ci sentiamo lunedì con il primo consiglio di lettura, buon weekend.

Il caso Moro spiegato ai ragazzi

Il caso Moro spiegato ai ragazzi

di Alessandro Bongiorni

articolo comparso il 15.03.2018 su DonnaModerna.com

 

Lo statista democristiano fu rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978. Un giovane scrittore, che parla del sequestro nel suo ultimo romanzo, qui racconta perché è stato il nostro 11 settembre

E ra il 25 settembre del 1974 quando Henry Kissinger, potentissimo Segretario di Stato americano, premio Nobel per la pace l’anno precedente, minacciò di morte Aldo Moro: «Se non cambia la sua linea la pagherà molto cara» berciò, alludendo alla politica di apertura che Moro, democristiano doc, aveva intrapreso nei confronti del Partito comunista. Dopo l’incontro, Moro ebbe un malore. Interruppe la visita di Stato – in quei giorni, in veste di ministro degli Esteri, si trovava in viaggio ufficiale negli Stati Uniti – e tornò in Italia di corsa. Ma non indietreggiò di un passo. Al contrario, tirò dritto per la sua strada. Fino alla fine. Basterebbe questo episodio per comprendere la rilevanza della figura di Moro. Ma se a 40 anni dalla sua scomparsa dovessi raccontare a qualcuno cosa abbia reso indimenticabile quest’uomo non mi soffermerei né sulla sua biografia né sul suo operato politico, entrambi comunque ricchissimi.

Cattolico, antifascista, professore universitario, rifondò la Dc dopo la guerra e ne fu sia segretario che presidente. In Parlamento dal 1946, partecipò alla Costituente e fu 2 volte premier e 4 volte ministro. Ma quello che lo consegna al mito, un mito tragico, è il sentimento comune scaturito dal suo sequestro e dal successivo omicidio: una risposta intestina a qualcosa percepito fin da subito, e dalla maggior parte di noi, come sporco e indelebile.

All’epoca del rapimento nemmeno io c’ero: sono nato 7 anni dopo. Ma dalle testimonianze che ho raccolto per scrivere Strani eroi ho scoperto che non esiste persona, da nord a sud e di qualsivoglia estrazione sociale o politica, che non ricordi nitidamente cosa stesse facendo il 16 marzo 1978. Che non ricordi il momento esatto in cui è venuta a sapere che un commando delle Brigate Rosse aveva rapito il presidente della Democrazia Cristiana e trucidato i 5 uomini della sua scorta, 3 dei quali poco più che ragazzi.

Per quelli della mia generazione, da questo punto di vista, la portata del sequestro Moro è qualcosa di paragonabile all’11 settembre: quel pomeriggio del 2001, ad esempio, ero appena entrato in casa e ho assistito allo schianto del secondo aereo dirottato dai jihadisti contro la Torre Sud nella sala di casa mia, in piedi accanto alla libreria. Sembra ieri. Anche a chi ha vissuto i giorni caldi e confusi del sequestro Moro continua a sembrare ieri. E anche in quel caso si è creata una sorta di memoria collettiva – e spesso condivisa – che l’Italia, un Paese da sempre e per sempre frammentato, ha conosciuto solo in pochi frangenti della sua storia.

A mantenere vivido il ricordo di quei fatti c’è anche, o soprattutto, l’enorme senso di incompiutezza davanti a quella verità zoppa che ancora oggi – dopo 40 anni, 7 processi e 1 commissione d’inchiesta – alberga in tutti noi. Anche in chi, come me, quel giorno non c’era.

 

ALDO MORO, UN MISTERO ITALIANO

16 marzo 1978
A Roma, in via Fani, un commando delle Brigate Rosse sequestra Aldo Moro che sta andando alla Camera per la fiducia al governo. La scorta viene uccisa.

18 marzo 1978
Le Br fanno ritrovare il primo di 9 comunicati.

23 marzo 1978
Pci e Dc adottano la linea della fermezza: nessuna trattativa per liberare Moro.

20 aprile 1978
Dopo una serie di errori investigativi e abbozzi di trattativa, le Br comunicano di avere terminato il processo a Moro.

5 maggio 1978
Moro scrive alla moglie: «Tra poco mi uccideranno. Ti bacio un’ultima volta, Norina».

9 maggio 1978
In via Caetani la polizia trova il corpo di Moro, ucciso a colpi di pistola, nel bagagliaio di una Renault R4 rossa.

LA NOSTRA PRIMAVERA

La nostra primavera: ecco una breve presentazione della “collezione primaverile” di Frassinelli, che con l’inizio di aprile ha già visto uscire i primi titoli.

 

«Dimmi cosa non riesci a dimenticare, e ti dirò chi sei» è una delle frasi che meglio rappresentano il romanzo di esordio dell’americana Julie Buntin, “L’amica perduta e ritrovata” (uscito il 3 aprile), uno dei libri più apprezzati dalla critica statunitense nel 2017. Dal “New York Times” a “Rolling Stone”, sono stati moltissimi i critici americani a paragonare Julie Buntin ad Elena Ferrante, mentre Loredana Lipperini ha parlato su “La Repubblica” di “Thelma e Louise all’epoca dei social network”. #JulieBuntin #AmicaPerdutaERitrovata

 

«Si può scrivere un romanzo sull’amore, sui suoi molteplici e irrazionali volti, senza trasformarlo in un banale romanzo d’amore?» Inizia così l’aletta di copertina che Cristian Mannu ha scritto per “Lunissanti”, il terzo attesissimo romanzo di Anna Melis, in libreria dal 17 aprile. «Una trama fitta e convincente di emozioni e vicende, che nei personaggi di Ada e Lauretta (di cui il lettore non potrà mai più dimenticarsi) trova le sue creature più tormentate e belle.» #AnnaMelis #Lunissanti

 

«Un tempo i terroristi sparavano ai computer. Poi hanno capito che sono più micidiali di un mitra. Enrico Pedemonte coniuga violenza, politica e tecnologia in un thriller letterario di grande intensità.» Così Gianni Riotta, che ha letto in anteprima “La seconda vita”, il romanzo di Enrico Pedemonte che racconta di anni appassionati, di vite segrete e in pericolo, di parole difficili che passano da un padre a un figlio per arrivare alla lealtà di uno struggente congedo.

Dal 15 maggio in libreria. #EnricoPedemonte #LaSecondaVita

 

Un’isola oppressa dall’assolutismo di un potere vuoto, una popolazione che accetta passivamente le regole che le vengono imposte, terrorizzata dai diversi.

Una malattia pericolosa e contagiosa che deve essere arginata a tutti i costi: i sogni.

The Weaver. La tessitrice”, secondo romanzo di Emmi Itaranta (dopo “La memoria dell’acqua”), si presenta come una commistione di generi letterari diversi perfettamente dosati e calibrati: fantasy, apocalittico, romanzo di formazione e thriller s’intrecciano e formano un arazzo perfetto in sé, e dietro il quale si percepisce l’immagine contemporanea e reale di un mondo che si sta distruggendo con le proprie mani. Dal 5 giugno.

#EmmiItaranta #TheWeaver #LaTessitrice

 

 

L’INVERNO STA FINENDO…

Manca poco più di un mese alla fine dell’inverno, tra olimpiadi e campagna elettorale. Ma se al curling e ai talk-show preferite i romanzi, Frassinelli ha qualcosa da proporvi.

 

«In quelle acque profonde Luc non cerca forse una donna, una madre dentro il mare?»

Il 20 febbraio esce “Il principe della città sommersa” del romanziere canadese Denis Thériault, che racconta la struggente amicizia tra due ragazzi senza niente in comune a parte la loro solitudine.

#DenisThériault #IlPrincipeDellaCittàSommersa

«Perciò ho voluto raccontartela la mia storia, perché finisse scritta in mezzo a queste storie di donne.» Donne che si raccontano, e raccontano la violenza subita dagli uomini, nel nuovo romanzo di Tea Ranno, “Sentimi”, che uscirà il 27 marzo. Perché la memoria è l’unica forma di riscatto.

#TeaRanno #Sentimi

 

«Questo è un romanzo in cui si narra di fatti realmente accaduti, di altri che non sono accaduti e di altri ancora che sarebbero potuti accadere.» Nello scenario drammatico e oscuro dei giorni del rapimento di Aldo Moro si muovono i personaggi del nuovo romanzo di Alessandro Bongiorni, che uscirà il 6 marzo. “Strani eroi” i cui destini finiranno per intrecciarsi nel grande, tragico imbroglio che è l’Italia degli anni Settanta, dove niente è mai quello che sembra.

#AlessandroBongiorni #StraniEroi

 

«La notte del primo marzo 1860 quattro uomini salparono da Palermo alla volta di Caprera per rapire la donna di Giuseppe Garibaldi. Nessuno di loro aveva progettato il viaggio, né scelto liberamente di prendervi parte.» Questi quattro uomini si chiamano Attìa, Panc, Salvatore Paradiso e Andrea Foti detto “u’ Muz­ziaturi”, e sono gli indimenticabili protagonisti del nuovo romanzo di Isidoro Meli, “Attìa e la guerra dei gobbi”, che uscirà il 13 marzo.

#IsidoroMeli #Attìa #LaGuerraDeiGobbi

 

FRANCESCO LETO su “La straordinaria famiglia Telemachus”

#LeNoteSulleTraduzioni
FRANCESCO LETO su “La straordinaria famiglia Telemachus” di Daryl Gregory.

Quando mi arrivò la proposta di tradurre ‘La Straordinaria Famiglia Telemachus’, ero alle prese con l’ennesimo trasloco, a destra gli scatoloni da tenere, a sinistra quelli pieni di roba di cui sbarazzarsi. Ho sempre pensato che se il passato è veramente passato anche le cose che ce lo ricordano debbano sparire. Sono stanco, stremato e ho bisogno di soldi. Inizio a leggere il romanzo dal mio Iphone, capisco subito di poter passare all’Ipad, abbandono gli scatoloni e per 3 o 4 gg sono completamente immerso nella storia di questa famiglia tanto magica quanto scalcagnata. Il patriarca , Teddy, ormai settantenne che, perse le sue abilità al gioco di carte, si improvvisa nei suoi numeri di magia per far colpo su una donna con quasi la metà dei suoi anni in un supermercato bio; i suoi figli, Frankie, venditore ambulante di un miracoloso succo di bacche di Goji, una volta capace di spostare gli oggetti col pensiero; Irene, una macchina della verità vivente, che in quell’estate del 1995 dopo aver perso l’ennesimo lavoro, ritorna a vivere a casa del padre con suo figlio Matty, anche lui a dir poco eccentrico, e infine Buddy, muto dalla morte della madre, che scava un’enorme buca in giardino e che, volutamente ottuso e incredibilmente cocciuto, in silenzio viaggia tra passato, presente e futuro, capace com’è di vedere ciò che gli altri ancora non vedono.

Ma su tutti, la presenza impalpabile e costante di Maureen, la matriarca e la vera star della famiglia, colei che coi suoi poteri da sensitiva aveva reso straordinaria la normale quotidianità di una famiglia americana e che, tra leggenda e memoria, riesce a farsi per ognuno dei suoi membri ricordo così vivido da assumere i contorni di una guida concreta. Ed è forse questa la sua magia più riuscita, quella di tenere insieme, anche da morta, i pezzi di una famiglia altrimenti alla deriva.
Ed ecco allora che quella che in prima battuta può sembrare una storia troppo distante da quella di una normale famiglia senza il dono della telecinesi, si fa via via il racconto di una famiglia qualsiasi. Quanto sia difficile tenerle insieme queste famiglie, è cosa nota a tutti, così come sia altrettanto complicato elaborare la mancanza, riempire le proprie buche.
E Gregory lo fa fabbricandosi il suo personale trampolino. Riesce, con uno stile inconfondibile, a far ridere e subito dopo a emozionare: prende la ricorsa con l’aiuto della sua spietata ironia per poi inabissarsi in profondità dolorose. E allora non è un caso che ci si ritrovi a ridere di fronte ai Telemachus che festeggiano il compleanno della defunta Maureen e che si accapigliano per chi debba spegnere le candeline. Per poi al rigo successivo leggere: ‘Maureen Telemachus era morta ventun’anni prima, all’età di trentun’anni, la stessa età che aveva Irene in quel momento. Questo è l’ultimo anno che avrò una madre, pensò, da oggi in poi lei sarà più giovane di me.
È così, a ognuno di noi tocca scegliere cosa conservare del passato e cosa buttar via, gli scatoloni buoni a destra e quelli ormai inutili e troppo pesanti a sinistra.
Mettere in ordine i ricordi perché non diventino fantasmi. Vivere, per quanto possibile, sapendo quando voltarsi indietro senza mai perdere il coraggio di guardare avanti, esattamente come ci insegneranno il piccolo Buddy e tutta la sua famiglia.
FRANCESCO LETO

‪Grazie davvero a Francesco Leto, autore de  Il cielo resta quello, per la splendida traduzione de #LaStraordinariaFamigliaTelemachus di #DarylGregory e per questa bellissima nota.

Le novità di fine anno

Ci sembra di avere appena cominciato, invece il 2017 è già quasi finito. Ma abbiamo ancora qualcosa da proporre ai nostri lettori…

 

Non tutti i libri di Markus Zusak, autore di “Storia di una ladra di libri”, sono stati pubblicati in Italia. Mancava la trilogia “The Wolfe Brothers”, e abbiamo pensato di rimediare: il 10 ottobre pubblicheremo il primo romanzo, “A 15 anni sei troppo vecchio”. La trilogia verrà completata entro l’anno, con la pubblicazione del secondo romanzo (“Vorrei essere mio fratello”) il 31 ottobre, e del terzo (“Il cielo è fatto di lei e di me”) il 21 di novembre.

#MarkusZusak #TheWolfeBrothers #A15AnniSeiTroppoVecchio #VorreiEssereMioFratello #IlCieloÈFattoDiLeiEDiMe

 

Il 24 ottobre 2017 saranno passati esattamente 100 anni dall’inizio della battaglia di Caporetto, momento cruciale della Prima guerra mondiale. E proprio il 24 ottobre pubblicheremo “Ballata senza nome” di Massimo Bubola, uno dei massimi protagonisti della scena musicale italiana degli ultimi decenni, che da anni si è dedicato alla riscoperta del patrimonio culturale, e umano, della Grande guerra. Patrimonio che ritroverete in questo libro, davvero sorprendente per la qualità letteraria e la passione umana e civile che lo caratterizzano.

#MassimoBubola #BallaSenzaNome

 

Non è finita. Cercate in rete l’incredibile storia di Rodrigo Rosenberg Marzano: troverete un video in cui questo avvocato guatemalteco annuncia la sua morte per omicidio, per meno del presidente del Guatemala. Tutto vero: l’avvocato Rosenberg registrò questo video prima di essere ucciso, e la pubblicazione del video portò successivamente alla caduta del governo guatemalteco.

David Unger si ispira a questa straordinaria storia e ne trae un romanzo che ha ricosso grande successo in tutto il mondo, “Io sono già morto”, che noi pubblicheremo il 7 novembre.

#DavidUnger #IoSonoGià Morto

 

Infine, per chiudere in bellezza, il 21 novembre uscirà a grande richiesta “Trilogia di una Repubblica”, la raccolta in un solo volume dei tre romanzi che Valerio Varesi ha dedicato alla storia dell’Italia Repubblicana: “La sentenza”, “Il rivoluzionario” e “Lo stato di ebbrezza”, tre romanzi che, anche alla luce dei tempi che stiamo vivendo, invece di invecchiare diventano sempre più attuali col passare del tempo.

#ValerioVaresi #TrilogiaDiUnaRepubblica #LaSentenza #IlRivoluzionario #LoStatoDiEbbrezza

Settembre, andiamo…

Perdonateci la citazione, e soprattutto perdonateci il fatto che siamo già stufi dell’estate, e non vediamo l’ora che passi. Sono davvero troppi i libri di cui aspettiamo con trepidazione l’uscita, per non aver voglia che arrivi settembre.

 

Proprio all’inizio del mese, infatti, uscirà “La sceneggiatura” (titolo originale “Turnaround”), di Don Carpenter. Siamo davvero orgogliosi di continuare la pubblicazione italiana dei romanzi di quello che negli Stati Uniti è ormai considerato un autore di culto, dopo essere stato riscoperto da Jonathan Lethem.

“La sceneggiatura” fa parte della racconta “Hollywood Trilogy”, e anche questo romanzo, come “I venerdì da Enrico’s”, è stato tradotto per noi da Stefano Bortolussi, e per presentarvelo ci affidiamo alle sue parole: « “La sceneggiatura” assume le dimensioni del Mito, della Proiezione (a vari livelli): e se a questo si aggiunge che la vicenda narrata ruota intorno a un adattamento/remake de “La signora nel lago” di Chandler… In poche parole: che cosa si può chiedere di più a un lavoro? E per voi fortunati che incontrate questo libro per la prima volta: che cosa si può chiedere di più a una lettura?». (In libreria dal 5 settembre)

 

E a proposito di autori, e romanzi, “di culto”, il 19 settembre sarà finalmente il giorno dell’uscita dell’attesissimo “Le venti giornate di Torino” di Giorgio De Maria, per il quale ci affidiamo alle parole di Giovanni Arduino, che ne ha curato la postfazione e che pubblicherà – pochi giorni prima dell’uscita del libro – anche un ebook dedicato al romanzo: «Le venti giornate di Torino è l’unico, autentico romanzo maledetto italiano. Non è una boutade a casaccio, ma a stabilirlo sono trama, atmosfera, vita dell’autore, legami, connessioni, effetti sui lettori.». Come è ormai noto, “Le venti giornate di Torino” è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 1977, per venire riscoperto quarant’anni dopo, non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti. E mai riscoperta fu più meritata, visto che all’incontestabile valore letterario del romanzo di De Maria si aggiunge una componente profetica davvero inspiegabile. Come ha scritto “La Stampa” qualche mese fa: “ci voleva una città magica, e i portentosi, terribili eventi di quelle venti giornate, per immaginare l’arrivo di Mark Zuckerberg e di Facebook con quarant’anni di anticipo”.

 

 

LE VENTI GIORNATE DI TORINO di Giorgio De Maria

GIORGIO DE MARIA

LE VENTI GIORNATE DI TORINO

INCHIESTA DI FINE SECOLO

CON UNA POSTFAZIONE DI GIOVANNI ARDUINO

dal 19 settembre 2017

 Le venti giornate di Torino erano iniziate il 3 luglio di dieci anni prima: la siccità, l’insonnia collettiva, i cittadini che vagavano come fantasmi per le strade del centro storico, le grida misteriose, le statue che sembravano aver preso vita, la misteriosa e orribile catena di omicidi.
Poi, dopo venti giorni, tutto era finito, all’improvviso, come era cominciato. E nessuno aveva più voluto parlare di quella storia.

Oggi, passati appunto dieci anni, un anonimo investigatore dilettante decide di indagare per scrivere un libro su quella vicenda. Perché l’insonnia di massa? E chi erano, e da dove venivano, le mostruose figure di cui troppe testimonianze raccontano? E soprattutto, che nesso c’era tra quanto accadde e la biblioteca che era stata aperta presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza? Una biblioteca assai strana, dove non si trovavano i testi pubblicati dagli editori, ma scritti di privati cittadini, che rivelavano i loro pensieri più intimi e profondi, molto spesso terribili, e li mettevano in condivisione con altri cittadini come loro.
Non passerà molto prima che il protagonista si renda conto che quella orribile stagione si è conclusa solo in apparenza, e che le forze oscure che avevano scatenato quegli orribili giorni di violenza cieca sono ancora presenti e vigili.

Un romanzo inquietante, profetico in modo inspiegabile, principale opera di un autore ingiustamente dimenticato.
Pubblicato la prima volta nel 1977, Le venti giornate di Torino fu sostanzialmente ignorato: torna dopo quarant’anni, come se avesse voluto aspettare il momento giusto.

Giorgio De Maria è nato nel 1924 a Torino. È stato critico teatrale per “L’Unità” torinese dal 1958 al 1965. Nel 1958 ha fatto parte con Liberovici, Straniero, Calvino, Fortini e Amodei del gruppo “Cantacronache” per il rinnovamento della canzone italiana. Ha pubblicato, tra l’altro, Le canzoni della cattiva coscienza (1964, in collaborazione con Eco, Straniero, Liberovici e Jona); i romanzi I trasgressionisti (1968), I dorsi dei bufali (1973), La morte segreta di Josif Giugasvili (1976). Le venti giornate di Torino fu pubblicato nel 1977. Dopo di che Giorgio De Maria non ha più pubblicato nulla, ed è morto nel 2009.

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