Il Gruppo Mondadori e ActionAid insieme per l’istruzione

ActionAid e le case editrici del Gruppo Mondadori insieme per garantire il diritto all’istruzione a 1.800 bambine e bambini in Etiopia Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Sperling&Kupfer, Mondadori Electa e Fabbri Editori sostengono il progetto “Insieme per l’istruzione”: al via la costruzione di due scuole nel distretto di Raya Azebo con ActionAid

 3 dicembre 2019 – Ancora oggi 120 milioni di bambini nel mondo non ricevono un’istruzione di base, più della metà di questi sono bambine. Senza l’opportunità di studiare è impossibile immaginare il futuro, senza un’educazione adeguata e di qualità non c’è possibilità di costruire una vita migliore e sicura.

Il diritto all’istruzione è ancora più a rischio in paesi come l’Etiopia, dove quasi 30 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà e il 30,4% dei bambini con meno di 5 anni soffre di malnutrizione. Troppi ragazzi e ragazze (il 70%) abbandonano gli studi dopo la scuola primaria per aiutare la famiglia con il lavoro nei campi e per mancanza dei giusti supporti.

È per questo che a Natale ActionAid insieme a Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Sperling&Kupfer, Mondadori Electa e Fabbri Editori si sono uniti per una sfida importante: garantire il diritto all’istruzione a 1.800 bambine e bambini in Etiopia, nel distretto di Raya Azebo, uno dei luoghi del mondo dove è più urgente fornire sostegno alle scuole primarie, spesso prive di acqua potabile e servizi igienici adeguati.

“In Etiopia andare a scuola e poter completare gli studi, ricevere un’istruzione di qualità è per troppi bambini, e in particolar modo bambine, un diritto negato. Avere al nostro fianco un partner come Mondadori significa ricevere un supporto fondamentale e rende possibile realizzare i desideri di 1.800 studenti che non hanno aule, libri e materiali scolastici. Grazie al contributo delle case editrici del Gruppo potremo costruire due nuove scuole, fornire energia elettrica, acqua potabile e servizi, dare sostegno e formazione agli insegnanti e sensibilizzare le comunità sull’importanza dell’istruzione delle ragazze, in una delle regioni più povere del paese” – dichiara Marco De Ponte, Segretario Generale ActionAid.

“L’attenzione per un’istruzione degna di questo nome – di qualità, equa, inclusiva e accessibile a tutti – è una priorità per il Gruppo Mondadori: fa parte del comune sentire delle persone che ci lavorano ed è connaturata alla tradizione e alla storia dell’azienda”, ha dichiarato Enrico Selva Coddè, Amministratore Delegato area Trade di Mondadori Libri. “Con questa iniziativa le nostre case editrici fanno un passo in più e realizzano un progetto concreto e solidale, a beneficio di una delle zone del mondo dove questi bisogni sono più urgenti. Avere al nostro fianco un partner come ActionAid è per noi garanzia della serietà del nostro reciproco impegno”, ha concluso Enrico Selva Coddè.

 

IL PROGETTO

Nel distretto di Raya Azebo la maggior parte delle scuole è costruita in legno e intonacata con fango. A causa della indisponibilità di servizi igienici separati per ragazzi e ragazze, per le studentesse durante il ciclo mestruale è impossibile frequentare le lezioni, questo provoca il loro assenteismo, l’abbandono e lo scarso rendimento scolastico.

Con il progetto “Insieme per l’istruzione” ActionAid e le case editrici del Gruppo Mondadori creeranno un ambiente scolastico sicuro per 1.800 studenti, di cui la metà bambine, delle scuole elementari delle comunità di Barie Woyane e di Hawulti. Nel corso del 2020 verranno costruiti due blocchi scolastici con 4 aule ciascuno, biblioteche, servizi igienici separati per le bambine; verranno inoltre forniti materiali e arredi scolastici, sostegno alle ragazze e avviato un miglioramento della governance della scuola con un elevato coinvolgimento delle comunità.

Sul sito insiemeperlistruzione.it sarà possibile seguire gli stati di avanzamento del progetto in Etiopia.

Con questa iniziativa, ActionAid e le case editrici del Gruppo Mondadori si impegnano a sostenere in modo condiviso il quarto degli Obiettivi Sostenibili fissati dalle Nazioni Unite per il 2030.

 

ACTIONAID PER LA SCUOLA

Nell’ultimo anno abbiamo garantito e migliorato l’accesso all’istruzione gratuita, sicura e di qualità per bambini e bambine in circa 5.000 scuole di 25 Paesi. Abbiamo inoltre coinvolto più di 400.000 genitori, insegnanti e studenti in attività di prevenzione e contrasto all’abbandono scolastico.

 

IL GRUPPO MONDADORI PER L’ISTRUZIONE

Siamo una casa editrice con oltre 100 anni di storia. Il forte legame che abbiamo con autori e lettori, ci dà la consapevolezza di avere una responsabilità anche nei confronti di tutta la società civile. Abbiamo la certezza che il diritto a un’istruzione e a un’informazione di qualità sia un elemento essenziale per lo sviluppo e la crescita di un Paese. Promuovere attivamente, in Italia e nel mondo, una cultura che sia accessibile a tutti fa parte della nostra missione ed è uno dei principi della politica di sostenibilità del nostro Gruppo.

 

COSA FA ACTIONAID

ActionAid è un’organizzazione internazionale indipendente impegnata in Italia e in 44 Paesi. Collabora con più di 10.000 partner, alleanze, ONG e movimenti sociali per combattere povertà e ingiustizia sociale. Da oltre 40 anni ActionAid si batte al fianco degli individui e delle comunità più povere e marginalizzate, scegliendo di schierarsi dalla loro parte perché consapevole che per realizzare un vero cambiamento sociale è necessario uno sforzo collettivo di solidarietà e giustizia. Un mondo equo e giusto per tutti: è questa la visione da cui ActionAid trae ispirazione e forza vitale. Per rendere questa visione del mondo una realtà concreta, ActionAid si è data una mission specifica da perseguire nei prossimi 10 anni: lavorare per promuovere e animare spazi di partecipazione democratica e per coinvolgere persone e comunità nella tutela dei propri diritti; collaborare a livello locale, nazionale e internazionale per realizzare il cambiamento e per far crescere l’equità sociale, migliorando la qualità della democrazia e sostenendo così chi vive in situazioni di povertà e marginalità.

Intervista a Nina de Pass, autrice di “L’anno dopo di te”

Da pochi giorni in libreria con il suo romanzo L’anno dopo di te, abbiamo intervistato l’autrice Nina De Pass per conoscere meglio questa bellissima storia che ci ha regalato.

 

Questo è il tuo primo romanzo. Da dove hai preso ispirazione?

 All’età di diciassette anni, ho assistito a un terribile incidente davanti a una scuola e non l’ho mai dimenticato. Una mia coetanea ha perso la vita, un’altra, al volante, è sopravvissuta. Non conoscevo le persone coinvolte in prima persona nella vicenda, eppure mi sono rimaste in mente per più di dieci anni; ho pensato spesso a quanto accaduto, a tutto ciò che è successo dopo. L’anno dopo di te non racconta precisamente di quell’incidente – non spetta a me parlarne – ma gli eventi del romanzo scaturiscono da un fatto simile. Per anni ho riflettuto sulle conseguenze di una tale tragedia e sul rapporto complesso tra senso di colpa e dolore. Come ti rassegni a una vita senza qualcuno che ami, se ti senti responsabile per la sua morte?

Per quanto riguarda l’ambientazione, mi sono ispirata all’immagine dell’iconico Grand Budapest Hotel di Wes Anderson; per il paesaggio innevato, invece, ho preso spunto da vecchi film di James Bond, mentre per gli scenari invernali dalla serie della BBC, The Night Manager. L’inverno è la mia stagione preferita e la scena iniziale del libro – un viaggio pericoloso lungo delle strade ghiacciate e spazzate dal vento fino alla nuova scuola di Cara – mi è sorta spontanea.

 

 I tuoi personaggi arrivano dritti al cuore. Come ti è venuta l’idea per Cara e Hector? E per gli altri personaggi? C’è qualcosa di loro in te?

 Per certi versi, sono stata molto fortunata. Quando ho iniziato a scrivere, sapevo con esattezza chi era Cara, la mia protagonista, ovvero una diciassettenne sopravvissuta a un tragedia immane. Volevo scrivere un romanzo su una ragazza che non riusciva a scendere a patti con il suo dolore, perché immensamente aggrovigliato al senso di colpa. Quando Cara arriva a Hope Hall, infatti, è così traumatizzata che ha perso molto di sé e si è trincerata dietro una barriera d’acciaio. Quasi subito, incontra Hector, che, all’apparenza, è un po’ uno sbruffone. Bello, intelligente, seducente, aggira il sistema scolastico, incanta gli insegnanti, rispetta solo le regole che vuole. Mi è piaciuto tantissimo tratteggiare Hector; come per Cara, non ci ho impiegato molto a definire chi fosse. Sapevo esattamente cosa avrebbe detto e quale sarebbe stato il suo approccio alle cose.

Quando ho cominciato a creare la trama, mi sono resa conto che sarebbe servito qualcuno come Hector per comprendere Cara, visto quanto è a pezzi al momento del suo arrivo a scuola. Adoro la relazione tra Cara e Hector, adoro il modo in cui inizia e come progredisce.

Nel corso della storia, per me era importante che Hector si aprisse a sua volta con Cara, mentre la obbliga a confidarsi e a essere sincera riguardo quanto accaduto la notte dell’incidente.

Gli altri personaggi, invece, sono arrivati più lentamente. Considerandoli nel complesso, non credo che ce ne sia uno che mi assomigli in tutto e per tutto, ma penso di aver messo un po’ di me stessa in tutti loro. Una volta ho sentito dire che, anche se un autore creasse dei personaggi identici ai suoi amici, questi ultimi farebbero fatica a riconoscersi, quindi forse è questo che mi sta accadendo!

 

Qual è la tua routine di scrittrice?

Oltre a scrivere, lavoro a tempo pieno in un’agenzia letteraria londinese, un impiego che amo con tutto il cuore. Quindi cerco di destreggiarmi come posso tra i vari impegni, e trovare tempo per scrivere spesso è un bel caos. Scrivo di mattina presto, la sera o nei fine settimana. Mi appunto anche dettagli e frammenti di conversazione sull’autobus, in metro o per strada… ho centinaia di pagine di dialoghi bizzarri.

 

C’è qualche autore che ti ha ispirato durante la stesura del romanzo?

Certo che sì. Leggo molto, sia per lavoro che per piacere, e tengo sempre bene in mente i libri che amo, il motivo per cui li amo e il modo in cui l’autore ha raccontato la storia.

A essere sincera, gli scrittori che mi hanno ispirato sono troppi da elencare, ma tra questi al momento spicca Jojo Moyes. Ho assistito a svariate sue presentazioni e ne ho sempre tratto spunti di cui fare tesoro per la mia scrittura. Poco tempo fa, ho letto una sua intervista nella quale raccontava che faceva dei piccoli test ai suoi personaggi per vedere come avrebbero reagito. Credo sia davvero un buon consiglio, che mi ha decisamente aiutato nella costruzione dei miei personaggi. Un’altra delle mie autrici preferite è Sophie Kinsella; adoro il fatto di potermi immedesimare sempre nei suoi protagonisti. È l’autrice che scelgo quando desidero dei personaggi adorabili e delle storie avvincenti, che ti trascinano fino all’ultima pagina. Per quanto riguarda gli scrittori di YA, amo Jennifer Niven e Jeff Zentner; entrambi hanno uno stile magnifico e la capacità di catturare alla perfezione emozioni complesse.

 

Puoi raccontarci qualche fatto curioso riguardante L’anno dopo di te e la sua pubblicazione?

 Il fatto che più amo – e non ci crederete, ma vi giuro che è vero! – è che ho scoperto che L’anno dopo di te sarebbe stato pubblicato un giorno in cui lavoravo da casa perché a Londra aveva nevicato tanto che non mi ero potuta muovere. Non solo a Londra non nevica mai – e dico mai –, ma questo è un romanzo ambientato sulla neve, sulle Alpi, per lo più.

L’universo mi stava dicendo qualcosa…

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