GLI INDIMENTICABILI -25%

Dove le immagini non bastano, iniziano le parole: fino al 23 novembre 2014 -25% su libri legati alle serie tv di culto, a film bellissimi, a personaggi straordinari.

Broadchurch nasconde non pochi misteri: non è la tranquilla località sul mare in cui non succede mai nulla. E il ritrovamento del corpo senza vita di Danny Latimer è solo l’inizio per Alec Hardy e Ed Ellie Miller.

Il Segreto è più di una serie tv: è un mondo in cui è possibile entrare anche grazie ai tre libri che ne raccontano antefatti, segreti, storie e scavano nella vita dei protagonisti.

I due protagonisti di Masters of sex hanno dato il via alla rivoluzione sessuale e hanno insegnato il sesso all’America. Più che indimenticabili, imprescindibili.

Novak Djokovic è al primo posto della classifica mondiale: il suo tennis è frutto di allenamenti, sogni, costanza e… rivoluzioni alimentari. Indimenticabili le vittorie consecutive del 2014: prima Roland Garros poi Wimbledon.

Rafael Nadal è attualmente al terzo posto del ranking mondiale del tennis, ma chi lo consoce lo ama perché è forte e bellissimo. Ed ha una storia molto interessante da raccontare.

Ci sono film che rivedremmo sempre e sempre con rinnovato piacere perché i protangonisti:

– salvano i libri e rischiano la vita per essi. Storia di una ladra di libri

– salvano le opere d’arte e rendono un grande favore all’umanità. Monuments men

– salvano un cane e ci ricordano quanto sono dolci e fragili gli animali. Belle e Sebastien

In una parola: Indimenticabili.

I am a Monuments Man! #MonumentsMenWE

Invasioni Digitali: dal 6 all’8 giugno con il Monuments Men Weekend #MonumentsMenWe

Lo slogan è semplice, l’attività divertente e utile (ecco perché l’abbiamo spostata!): Invadi, fotografa e contribuisci a salvare il patrimonio artistico italiano!

“Se i Monuments Men protagonisti dell’ultimo, omonimo, film diretto e interpretato da George Clooney, fossero vissuti nel 2014 invece che nel 1945, probabilmente sarebbero stati armati di smartphone e tablet, avrebbero organizzato le Invasioni Digitali e avrebbero contribuito alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici italiani, promuovendo una concezione aperta, diffusa e condivisa della nostra cultura.”

Così si legge nel comunicato stampa che ha lo scopo di promuovere e diffondere l’appuntamento del 6, 7 e 8 giugno 2014, tre giorni per essere Monuments Men, e salvare (va bene anche farsi sentire) il patrimonio artistico italiano.

L’evento è stato organizzato in occasione dell’uscita in Blu-ray e DVD (3 e 5 giugno) del film Monuments Men in collaborazione con Invasioni Digitali e Associazione Nazionale Piccoli Musei. Partecipare è un obbligo morale ed è davvero facile. Ecco come fare:

  • 1) Condividere sui propri social network (Facebook, Twitter, Instagram) una o più fotografie di un monumento, un museo, un sito archeologico o un luogo particolarmente amato, che si ritiene valevole d’interesse.
  • Sarà fondamentale pubblicare le fotografie con l’hashtag #MonumentsMenWe per mettere in risalto quelle realtà che hanno bisogno di essere valorizzate. Invasioni Digitali, in collaborazione con 20th Century Fox Home Entertainment, effettuerà una donazione in favore dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, che sarà destinata a una delle situazioni segnalate in occasione del Monuments Men Weekend
  • 2) Organizzare un evento proprio in quei luoghi sui quali si vuole attirare l’attenzione (andate sul sito delle Invasioni Digitali e seguire le istruzioni).
  • 3) Partecipare alle 3 Invasioni già programmate per il weekend da Invasioni Digitali nelle città di Torino, Venezia e Napoli.

Il Monuments Men Weekend è supportato da Robert Edsel, fondatore della Monuments Men Foundation for the Preservation of Art (www.monumentsmenfoundation.org/intl/it/) e autore dei libri “Monuments Men” e il nuovo “Monuments Men: Missione Italia” (anche lui un Monuments Man, come nella foto!).

Monuments Men: Missione Italia

Robert Edsel a Brera: cronaca di una chiacchierata.

Cosa ci sia dietro il ritrovamento delle più importanti opere d’arte occidentali, lo abbiamo letto nel primo libro di Robert Edsel in cui si raccontava dei Monuments Men e delle loro imprese in Europa. La storia che si cela dietro ai tesori italiani (depredati, salvati, restituiti) la leggiamo in Monuments Men: Missione Italia. Ed è sempre questo americano coltissimo e affabile che ce la racconta.

Lo abbiamo incontrato ieri nel palazzo sede della Pinacoteca di Brera, cuore pulsante dell’arte e della storia di Milano, un luogo simbolo della lotta fatta da una città per riappropriarsi del proprio patrimonio. Perché, come ci ha detto Edsel, “chi vorrebbe mai vivere in una città senza storia e senza cultura?”. In venti minuti di chiacchierata, prima che arrivasse la stampa e il pubblico, abbiamo ascoltato rapiti la sua visione, assolutamente americana, della conservazione e della fruizione del patrimonio artistico. E ci siamo concessi qualche sospiro.

È giusto che le opere vengano spostate da un museo poco frequentato in un uno più visitato? Edsel risponde citando il caso del Museo di Worcester (se non l’avete mai sentito nominare, va bene lo stesso), il primo museo americano a portare avanti una politica di acquisizioni straordinaria per l’epoca (la collezione partì nel primo decennio del secolo scorso e fino agli anni ’30 si ingrandì notevolmente, con opere dei più famosi pittori europei). Vari Monuments Men sono stati direttori di questo illustre museo che oggi è misconosciuto perché la città che lo ospita si è vuotata. Questo non giustificherebbe lo spostamento delle opere a New York: una città senza cultura non ha niente.

Ma l’Inghilterra dovrebbe ridare alla Grecia i fregi del Partenone? Prima della Seconda Guerra Mondiale si viveva in un mondo coloniale, un sistema che prevedeva che il vincitore portasse a casa il bottino di guerra e ne facesse tesoro. La Seconda Guerra Mondiale ha cambiato le carte in tavola, le opere sono state depredate e in quel caso la restituzione era un obbligo morale dei Monuments Men. Se la restituzione del bene artistico si facesse risalire a prima della Grande Guerra, ogni paese dovrebbe riavere ciò che è suo e si assisterebbe a un totale stravolgimento: in Francia solo opere francesi, in Italia solo opere italiane etc.

E i ritrovamenti più spettacolari raccontati nel secondo libro? Bisogna citare tre casi sorprendenti: il cenacolo di Leonardo, la collezione degli Uffizi rinvenuta in Alto Adige, e il ritrovamento della statua equestre di Cosimo I che venne riportata a Firenze. (Per scoprire come i soldati utilizzassero il cavallo dovete leggere il libro…).

E, infine, una domanda d’obbligo a un americano: ma pubblico e privato sono in competizione per la gestione del patrimonio artistico e culturale? Il privato deve entrare nella gestione delle cose pubbliche? (qui Edsel ci ha guardato e sorriso, come a dire “Ah, voi italiani!”). La risposta, eccola: In America se non ci fosse l’aiuto del privato non ci sarebbe l’arte.

Punto.

Monuments Men: film vs libro

Monuments Men è un libro grandioso, nel senso letterale del termine: il lavoro di ricerca svolto da Robert Edsel, durato anni e ancora in corso; i numeri da paura che si trovano dentro (le opere che i nazisti hanno sequestrato si contano in milioni); la forza di questo manipolo di uomini (anti-eroi di mezza età, animati dall’amore per l’arte e la cultura più che dalla brama di successo o di potere), tutto concorre a rendere straordinaria questa pubblicazione. Che andrebbe letta a tutte le età, proposta a scuola, approfondita all’Università e tramandata, come il sapere.

Perché i Monuments Men (che significa “Uomini della Monumenti”, cioè Monuments fine arts and archives) hanno rischiato la vita affinché l’Europa non solo non perdesse il proprio patrimonio artistico ma, una volta salvato dalla smanie neroniane di Hitler, lo avesse indietro, da legittima proprietaria.

Edsel racconta questa storia senza retorica mentre forse la pecca del film di George Clooney è proprio nella celebrazione del popolo americano, ancora una volta fautore di grandi e salvifiche imprese. L’eccezionale cast di attori (Bill Murray, uno tra tutti) sembra dare tanto ma non travolge, non porta il film a svettare, a quel trionfo che ci si aspetta fin dal titolo.

Però ci si commuove, perché i Monuments Men che scoprirono la pala di Gand in una miniera di sale o che salvarono dalla distruzione la Madonna di Bruges di Michelangelo, ci comunicano un’emozione straordinaria. E George Clooney (alias Frank Stokes), con gli occhi umidi e la mano trepidante, è molto più convincente di quando predica, via radio, motivando i suoi ed esortandoli a portare a compimento la propria missione per il bene dell’Umanità.

In altre parole, l’arte non ha bisogno di eroi, ma di amanti.

Libro: Monuments Men di Robert Edsel

Da leggere: con priorità assoluta

Controindicazioni: potreste aver voglia di andare in giro per l’Europa a rivedere i capolavori citati (ma male non fa)

Film: Monuments Men di George Clooney con G. Clooney, Matt Damon, Jean Dujardin, Bill Murray, Kate Blanchett

Da vedere: sì 

Controindicazioni: nessuna

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