Consigli di lettura per la festa della donna

La ricorrenza dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, è ormai alle porte! Ogni anno questo giorno dedicato al mondo femminile ci ricorda le sue conquiste sociali, economiche e politiche ma, soprattutto, vuole essere la denuncia delle discriminazioni e delle violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto quasi ovunque del mondo.

Tutti abbiamo una donna speciale da festeggiare, probabilmente più d’una! Insieme all’omaggio floreale delle mimose, ormai indissolubilmente legato a questa festa, vorremmo proporvi una scelta di libri che raccontano di donne straordinarie nella loro unicità.

Perché ogni donna, a modo suo, è unica e straordinaria e i bei libri sono sempre un ottimo regalo!

Donne come noi (Donna moderna)

Sono storie che ispirano. Storie di coraggio, tenacia, capacità e forza. Sono le vite di “Donne come noi”, il libro-progetto in cui 34 giornalisti di ‘Donna Moderna’ raccontano le 100 italiane contemporanee che hanno realizzato, ciascuna nel proprio campo, imprese eccezionali contribuendo, altresì, ad abbattere gli stereotipi di genere. Tra loro, la fisica Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern, l’astrofisica Patrizia Caraveo, scienziata dell’Inaf, la senatrice a vita Elena Cattaneo, farmacologa e biologa ed infine, ma non ultima, Elena Grifoni Winters, capo di gabinetto dell’Agenzia Spaziale Europea.

Il potere del pensiero femminile di Lucia Giovannini

Coach e studiosa di spiritualità, Lucia Giovannini esplora in maniera inedita i molteplici aspetti del mondo femminile costruendo un percorso concreto che parte dagli archetipi fino a giungere alle recenti scoperte delle neuroscienze. Bellezza, maternità, relazioni, carriera, menopausa: un viaggio affascinante tra intuizioni, storie e rivelazioni che regala una nuova consapevolezza dei propri talenti e che libera dai condizionamenti e dai tipici problemi di carenza di autostima. Questo libro, dal potere “terapeutico”, permette a ogni donna di ritrovare le proprie radici, riconquistare la forza dell’interiorità e raggiungere la sicurezza che nasce dall’equilibrio emotivo. Un vero talismano per tutte le donne e una chiave di comprensione indispensabile per il mondo maschile.

Amica è… di Ralph Lazar, Lisa Swerling

… condividere i momenti importanti, un barattolo di gelato e due cucchiaini, chiacchiere senza fine con la propria confidente, una compagna di avventure, una sorella, l’amica da sempre desiderata.

200 momenti, ricordi, abbracci e sorrisi che solo le vere amiche possono condividere!

Essere Audrey di Marie Leclerc

Attrice indimenticabile, icona di stile, musa ispiratrice di artisti e stilisti, portavoce appassionata dell’UNICEF: Audrey Hepburn ha lasciato un segno indelebile nel cuore del pubblico. E, anche se di Audrey ce n’è una sola, possiamo imparare molto da lei. Questo libro è un distillato – in immagini e parole – di classe e di eleganza senza tempo, per conoscerla meglio e trovare ispirazione ogni giorno.
Il mito, la grazia e la personalità di una donna incantevole.

Uomini che restano di Sara Rattaro

Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui il marito ha messo fine in un istante al loro lungo matrimonio. Valeria, invece, dietro al suo viso sempre sorridente e solare, nasconde i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che ama, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Come un amore può arrivare all’improvviso così anche un’amicizia; è ciò che succede a queste due donne che si incontrano per caso a Genova, la loro città. La stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni di più, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco.

Suite 405 di Sveva Casati Modignani

Un’auto di lusso sfreccia nella notte lungo l’autostrada che collega Roma a Milano. A bordo c’è il conte Lamberto Rissotto, titolare di un’importante industria metallurgica che dirige con sapienza, nonostante la crisi economica presenti sempre il conto. L’uomo ha fretta di rincasare per chiudere subito ogni rapporto con la bellissima moglie Armanda, dopo aver scoperto la sua ultima imbarazzante follia. A mitigare la cupezza del suo stato d’animo il recente ricordo del fuggevole incontro con una sconosciuta molto giovane, molto bella, di gran classe che si è stupidamente lasciato sfuggire. Nella notte, un altro uomo viaggia lungo la stessa autostrada da Sud a Nord, solo, sulla sua utilitaria impolverata: è Giovanni Rancati, un semplice sindacalista che ha percorso chilometri per incontrare gli operai che tanto ama, per condividerne le preoccupazioni e difenderne il futuro. A Milano l’attende la sua compagna Bruna, parrucchiera e proprietaria di un negozio tutto suo, frutto di anni di duro sacrificio. Vivono insieme in un quartiere popolare, uno di quelli in cui le case di ringhiera mettono in piazza gioie e dolori di ognuno, dove si fatica ad arrivare a fine mese e un sogno può costare i risparmi di una vita. Lamberto e Giovanni rappresentano due mondi opposti e lontani, ma le loro strade finiranno per incrociarsi, un po’ per necessità e un po’ per caso. Dal loro incontro nasce un avvincente intreccio di destini in cui si rispecchia l’Italia di oggi, ancora divisa da contraddizioni e lotte sociali, ma unita da un profondo e assoluto bisogno di giustizia e amore.

Oltre ogni ostacolo di Danielle Steel

Nel cuore del quartiere di SoHo a New York c’è un elegante negozio di abiti vintage. La proprietaria, Kate Madison, grazie al suo innato senso della moda e al suo occhio infallibile, è riuscita a farne un punto di riferimento per l’intera città. Un sogno inseguito e avveratosi soltanto dopo lunghi anni di duro lavoro e non pochi sacrifici.
Mentre la popolarità del negozio cresceva, crescevano anche i quattro figli, la vera gioia della vita di Kate, che, dopo la morte del marito, ha dovuto occuparsene da sola.
Ormai adulti, con un’ottima istruzione e promettenti carriere, sono pronti a trovare la propria strada nel mondo, non senza commettere qualche errore. Isabelle, brillante avvocato, s’innamora di un cliente e si convince di poter costruire una vita con lui. Julie, ha ereditato il talento artistico della madre ed è pronta a lasciare il lavoro dei suoi sogni pur di seguire il cuore. Justin, scrittore, alle prese con il suo primo romanzo, insiste per avere un bambino prima di essere finanziariamente ed emotivamente pronto. Infine Willie, il piccolo di casa, che, con la spensieratezza della sua giovane età, prende una decisione che sconvolge tutti.
Kate vorrebbe tanto poter risparmiare loro errori e delusioni, ma imparerà presto che non si possono proteggere i figli dalle loro scelte, si può solo continuare ad amarli.

After di Anna Todd

Ambiziosa, riservata e con un ragazzo perfetto che l’aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Durante il primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato: una laurea, un buon lavoro, un matrimonio felice. Un sogno questo, destinato a restare tale. Nella realtà Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s’imbatte in Hardin e da allora niente è più come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui nella sua stanza, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto accendendo in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. E’ l’inizio di un rapporto travagliato, per ogni passo che Hardin fa verso di lei ne segue un altro che retrocede. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c’è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l’inizio di un amore infinito.

After è stato un caso editoriale unico, con oltre dieci milioni di copie vendute nel mondo, di cui oltre un milione e mezzo in Italia. Ora la storia d’amore di Tessa e Hardin è pronta a conquistare il grande schermo, con un film evento, in contemporanea mondiale. Per celebrare questo tanto atteso momento, il primo volume della serie, da cui è tratto l’omonimo film, torna in libreria in un’edizione speciale, con contenuti esclusivi, per rivivere ancora una volta le emozioni di un amore infinito.

Una vita tutta mia di Jill Cooper

Elizabeth Cole sa quanto può costare inseguire un sogno. Non aveva ancora vent’anni quando ha lasciato gli Stati Uniti per giungere in Italia, sulle tracce di un grande amore che forse era solo un abbaglio. Giunta a Roma ha deciso di restarvi, affascinata dai suoi colori e dal suo calore questa città è diventata la sua casa, conquistata da un uomo con cui sperava di ritrovare le emozioni di quel primo amore, e che poi si è rivelato solo un incubo. Da quella storia, Elizabeth ha tratto il peggio e il meglio della vita: da una parte, umiliazioni e maltrattamenti, dall’altra, il dono di una bambina splendida e dolcissima.

Una donna che ha toccato il fondo, ma che ha avuto il coraggio e la forza di riemergere, per amor proprio e per amore di sua figlia, dicendo basta a quell’inferno e decidendo di ricominciare da zero. Sola in un Paese straniero, abbandonata dalla sua famiglia americana, tormentata dalle vendette di colui che ormai è Mr Ex, non è semplice per Elizabeth ritrovare una propria identità e la fiducia in sé stessa. Ma è consapevole che il futuro di sua figlia dipende da lei. E sa che il destino esiste, così come i miracoli e le seconde chance. Uno squillo di telefono può darti il successo, uno stop al semaforo può riportarti a un amore mai dimenticato. Sta a noi saper cogliere le occasioni, mettendoci in gioco con grinta, senza chiudere la porta del cuore e senza rinunciare ai sogni. Nel suo primo romanzo, Jill Cooper ci racconta un viaggio di rinascita al femminile, doloroso e romantico al tempo stesso. Un romanzo sincero e appassionato, un messaggio di speranza per tutte le donne.

Il mio nome è Venus Black di Heather Llyod

Everett, Stato di Washington, 1980. Venus Black è una brillante ragazzina di soli tredici anni che coltiva il sogno diventare la prima donna americana ad andare nello spazio. Ottimi voti a scuola, capelli ricci e nerissimi, due grandi amori: l'astronomia e il suo fratellino autistico Leo. In una fredda sera di febbraio Venus si macchia di un crimine gravissimo che segnerà per sempre il suo destino e quello della sua famiglia. In attesa di processo, viene rinchiusa in un carcere minorile dove rifiuta di difendersi, di spiegare. Grida invece tutta la sua rabbia contro la madre Inez. Nel frattempo Leo sparisce nel nulla e Venus crede sia colpa sua, ma dalla prigione non può fare nulla per cercarlo. Sei anni dopo, la ragazza esce finalmente dal riformatorio di Echo Glen: l’adolescenza è ormai perduta, le restano soltanto i suoi inconfondibili capelli ricci, una valigia di vecchi vestiti, un’identità falsa e la determinazione di scappare dal suo passato. Senza più alcun contatto con la madre, né notizie del fratello, decide di ricominciare la sua vita da zero a Seattle, tenendosi ai margini, diffidente e solitaria. Nuovi incontri si affacciano sulla nuova vita di Venus: un’amicizia, e, forse, perfino un amore. Ma riaffiorano sempre le antiche ferite, che, nonostante la forte volontà della ragazza di dimenticarle, rimangono ancora aperte. Venus non potrà mai trovare un futuro finché non farà i conti con il suo passato, con sé stessa e con l’interrogativo che più la tormenta: che cosa ne è stato di Leo?

Come se l’amore potesse bastare – intervista a Patrizia Emilitri

La prima cosa che vien voglia di fare, appena finito il romanzo Come se l’amore potesse bastare è di parlare con la sua autrice: farle mille domande sui personaggi femminili, andare in fondo ai perché e ai per come delle loro scelte, rileggere i passi più commoventi insieme a lei. E’ proprio vero che quando ti innamori di un romanzo, vorresti che chi l’ha scritto diventasse il tuo migliore amico… 

Ecco la nostra intervista a Patrizia Emilitri. Ci auguriamo che il libro vi appassioni come ha stregato e appassionato noi. Buona lettura!

Cara Patrizia, il tuo romanzo, Come se l’amore potesse bastare, ha una storia complessa e per questo motivo molto interessanti sono i rapporti tra i personaggi: come quello tra madre e figlia. Difficile, ma sempre indissolubile?

Sono stata figlia e sono madre di una figlia, perciò ho potuto vivere questo rapporto in entrambi i ruoli. Non è stato facile in alcuni momenti, più come figlia, e a volte ho desiderato che il legame tra me e mia madre si interrompesse, come, credo, sia successo ad ognuna di noi, soprattutto nel periodo adolescenziale. Come madre ho sempre ricercato il dialogo con mia figlia adolescente e ho capito la difficoltà di questo ruolo.

Ora mia figlia ha trent’anni e il nostro è un rapporto alla pari: due donne che si confidano, che chiacchierano di moda e di uomini e che si concedono una vacanza insieme. È un legame che è mutato nel tempo, che ha superato le fasi di protezione da parte mia e di ribellione da parte sua scoprendoci, da adulte, molto più simili di quanto ci aspettassimo.

Basta uno sguardo per capirci e una frase che ci ricordi un episodio vissuto insieme per ridere di gusto. Piccole cose, ma solo nostre, una confidenza che rende davvero il legame indissolubile. Quindi sì, può essere difficile, ma resta sempre il legame più profondo.

Tra le pagine del romanzo, Come se l’amore potesse bastare, scopriamo come sia possibile recuperare l’affetto (o riscoprire l’amore?) attraverso il ricordo. E guardando all’interno di se stessi. Quanto è stato difficile scrivere questo romanzo per te?

Questo romanzo, Come se l’amore potesse bastare, come ho scritto alla fine del testo, è nato per rendere onore alle tante donne del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro (a queste ultime è dedicato). Essere donne in periodi storici difficili come i periodi di guerra e di crisi economica, è il ruolo più difficile che esista.

Non è un discorso femminista e non intendo sminuire il ruolo dell’uomo all’interno della famiglia, ma è pur vero che spesso la sicurezza della famiglia passa sulle nostre spalle. Non parlo di sicurezza economica, ma emotiva. La donna è spesso la colla che tiene insieme tutti, che cerca di soddisfare le esigenze, di consolare, di spronare e di frenare. Un ruolo che non si esaurisce mai, nemmeno quando avremmo il diritto di essere stanche. Allora, come dice lei, cerchiamo risposte e consigli nelle donne del nostro passato e dentro noi stesse e andiamo avanti.

Come detto prima, senza nulla togliere ai nostri compagni uomini, credo che solo una donna possa far diventare “casa” due brande in un centro di accoglienza (le vediamo – ahimè tutti i giorni nel nostro territorio), senza lasciar trasparire la malinconia per quella casa, invece, abbandonata nei loro Paesi, raccontando ai propri figli di un futuro migliore. Una frase in particolare spiega questo compito: “è un lavoro guadagnare lo stipendio alla fine del mese ed è un lavoro far durare quello stipendio un mese”. Ecco, questo lavoro nella maggior parte delle nostre case lo fa la donna. E con lo stipendio, gestisce anche la serenità di tutti.

Non è stato difficile scriverlo perché avevo bisogno di raccontarlo. Avevo bisogno che le protagoniste non fossero donne eccezionali, ma donne normali nella loro eccezionalità. E ce ne sono tante. Le mie: Barbara e soprattutto Gentile, sono donne che possiamo incontrare ogni giorno e di cui ignoriamo le difficoltà.

L’abbiamo chiesto anche alle lettrici di facebook, ma l’amore, alla fine basta?

L’amore non basta, ma è la base per costruire qualsiasi rapporto. È il sentiero che conduce alla strada della nostra esistenza, è la forza che ci spinge a lottare e quando ci capita di fallire è la boa cui aggrapparci.

Crea te stessa – Nancy Cooklin

Quando ero piccola, in spiaggia, mi allontanavo dalla mia famiglia e mi perdevo tra gli ombrelloni degli altri. Quando i miei genitori, dopo momenti  di paura e ansia, finalmente mi ritrovavano, sapevano che avrei sempre avuto qualche storia e risata da raccontare.

Ed è proprio questo che ho continuato a fare, girovagare sotto gli ombrelloni delle persone. Sono affascinata e attratta dalle loro storie, dai loro racconti.

Oggi ho 45 anni e mi sento un po’ una ricercatrice. Ho trovato degli schemi comuni nei racconti delle persone, soprattutto delle donne.  E dopo anni di lavoro e studio ho messo a punto un metodo, CREA TE STESSA, che adesso, con mia grande emozione è diventato un libro.

Come fare per creare noi stesse?

È molto più semplice di quanto sembra se ci rendiamo responsabili del nostro destino e delle situazioni in cui ci troviamo. Quante volte sentiamo o ci diciamo frasi come:

“Ormai è troppo tardi per cambiare”, o “Io sono fatta così, non posso fare diversamente” o peggio ancora, “Mi tocca fare questo o quest’altro perché me lo hanno detto”?

Prima o poi nella vita di ogni donna arriva il turn around point, il punto di svolta, in cui il nostro essere ci chiede di più. Ci chiede di tornare al cuore di chi siamo davvero e a provare piacere e felicità. Perché ognuna di noi ha il suo modo di intendere la felicità.

Con questo metodo diventeremo attive, faremo un bilancio della nostra vita sapendo quali sono i nostri punti di forza e le nostre debolezze, i nostri piaceri e i nostri dispiaceri, per poi creare il futuro come lo vogliamo noi.

Il solo cominciare a pensare alle cose che ci fanno bene, a sognare, a “come sarebbe se”, insomma, a mettere noi stesse al centro della nostra vita ci regala tranquillità e sicurezza.

Attraverso tecniche e strumenti apprese nei diversi percorsi che ho fatto nella mia vita, dal counseling sistemico alla formazione in PNL e coaching, e grazie alle mie esperienze personali di vita e lavoro in quattro Paesi diversi, di moglie e di mamma di due future donne, ti porterò con me in un viaggio che ti aiuterà a scoprire chi sei davvero e a diventarlo!

Noi donne abbiamo bisogno di sentirci vive e allo stesso tempo libere di essere noi stesse senza essere giudicate. Di fare e strafare e al contempo di permetterci di rilassarci e accettarci come siamo.

E quindi ogni momento è buono perché tu scelga di CREARE TE STESSA!

Sperando di conoscerci di persona, ti auguro buona lettura!

Nancy

Il talento delle donne

In un bel discorso fatto ai laureandi del Kenyon College nel 2005, lo scrittore David Foster Wallace racconta: “Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce più anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – Salve ragazzi, com’è l’acqua? – I due pesci nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: Che cavolo è l’acqua?”.

L’aneddoto si presta a molte interpretazioni. Prima di tutto, ci fa notare che non conosciamo la realtà che ci circonda e che le cose ovvie e onnipresenti possono risultare invisibili. Come gli ostacoli di genere (grandi o piccoli che siano) che le donne incontrano nel mondo del lavoro e che anche le più giovani fanno fatica a vedere.

Mi capita spesso di parlare con donne all’esordio della vita professionale e di sentirmi dire che i problemi di genere sono retaggi del passato, che loro potranno fare tutto, nel mondo del lavoro e nella vita privata, esattamente come gli uomini; basta solo volerlo.

Da un lato, questa sicurezza e questo ottimismo mi piacciono. Le donne della mia generazione, all’apparenza più battagliere, erano però più rassegnate. Da un’angolatura diversa invece, questo non vedere l’acqua mi preoccupa. Mi occupo di questioni di genere e so che le difficoltà ci sono ancora e che le credenze autolimitanti mietono vittime nel nostro genere più che in quello opposto.
Ci sono due reazioni possibili quando le giovani negano che ci siano ostacoli di genere: brindare, con ottimismo un po’ incosciente, alla parità finalmente raggiunta, oppure fare la guastafeste.

Credo sia sbagliato drammatizzare la situazione che in fondo è in miglioramento, anche se lento, però penso che sia ancora più pericoloso il negazionismo. Proprio perché questa generazione di giovani donne sicure, determinate e orgogliose mi piace molto e perché gli ostacoli di genere, se conosciuti, sono superabili, ho scritto un manuale che vuole aiutarle a non cadere nelle trappole in cui sono caduta io (e molte altre), tanti anni fa.

Queste insidie sono come l’acqua per i pesciolini dell’aneddoto. Ho intitolato il mio libro Il talento delle donne perché ritengo che avere successo nella vita professionale richieda alle donne, ancora oggi, un talento in più: quello di riconoscere le barriere di genere per riuscire a superarle con abilità e leggerezza.

Fortunatamente, è un talento che si può apprendere.

Odile Robotti

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