Pickwick a -25% per tutto il mese di novembre

Cose che capitano a novembre.

Cadono le foglie, le città diventano più fredde, ma anche molto romantiche, cambia l’orario e alcuni vivono male l’arrivo dell’inverno.

Alla lista si aggiunge, almeno per questo novembre 2013, un passaggio d’obbligo in libreria: tutto il mese sarà propizio per acquisti convenienti.

La collana di tascabili Pickwick, infatti, un marchio ancora giovane ma nato Grande, sarà in promozione a meno il 25% per tutto il mese di novembre.

Questo vuol dire che troverete i grandi autori, le grandi storie,  e tutti i generi che vi piacciono, a prezzi davvero imbattibili.

Da Nicholas Sparks a Stephen King, da Sveva Casati Modignani a Danielle Steel, dai libri salva-italiano di Della Valle e Patota ai consigli di Deepak Chopra per realizzare i propri desideri.

Per chiudere, un tocco di poesia novembrina, che ci riporta indietro negli anni e ci fa vivere in maniera sempre emozionante questo mese di passaggio, intenso e ogni volta diverso.

Così, ce ne stiamo: … su l’uscio a rimirar/ tra le rossastre nubi/ stormi d’uccelli neri,/ com’esuli pensieri,/ nel vespero migrar.

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Il talento delle donne

In un bel discorso fatto ai laureandi del Kenyon College nel 2005, lo scrittore David Foster Wallace racconta: “Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce più anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: – Salve ragazzi, com’è l’acqua? – I due pesci nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: Che cavolo è l’acqua?”.

L’aneddoto si presta a molte interpretazioni. Prima di tutto, ci fa notare che non conosciamo la realtà che ci circonda e che le cose ovvie e onnipresenti possono risultare invisibili. Come gli ostacoli di genere (grandi o piccoli che siano) che le donne incontrano nel mondo del lavoro e che anche le più giovani fanno fatica a vedere.

Mi capita spesso di parlare con donne all’esordio della vita professionale e di sentirmi dire che i problemi di genere sono retaggi del passato, che loro potranno fare tutto, nel mondo del lavoro e nella vita privata, esattamente come gli uomini; basta solo volerlo.

Da un lato, questa sicurezza e questo ottimismo mi piacciono. Le donne della mia generazione, all’apparenza più battagliere, erano però più rassegnate. Da un’angolatura diversa invece, questo non vedere l’acqua mi preoccupa. Mi occupo di questioni di genere e so che le difficoltà ci sono ancora e che le credenze autolimitanti mietono vittime nel nostro genere più che in quello opposto.
Ci sono due reazioni possibili quando le giovani negano che ci siano ostacoli di genere: brindare, con ottimismo un po’ incosciente, alla parità finalmente raggiunta, oppure fare la guastafeste.

Credo sia sbagliato drammatizzare la situazione che in fondo è in miglioramento, anche se lento, però penso che sia ancora più pericoloso il negazionismo. Proprio perché questa generazione di giovani donne sicure, determinate e orgogliose mi piace molto e perché gli ostacoli di genere, se conosciuti, sono superabili, ho scritto un manuale che vuole aiutarle a non cadere nelle trappole in cui sono caduta io (e molte altre), tanti anni fa.

Queste insidie sono come l’acqua per i pesciolini dell’aneddoto. Ho intitolato il mio libro Il talento delle donne perché ritengo che avere successo nella vita professionale richieda alle donne, ancora oggi, un talento in più: quello di riconoscere le barriere di genere per riuscire a superarle con abilità e leggerezza.

Fortunatamente, è un talento che si può apprendere.

Odile Robotti

Ricevere applausi tutti i giorni

Un libro che cambierà per sempre il tuo modo di parlare in pubblico. Ma non solo:
cambierà il tuo modo di parlare con gli altri e la loro considerazione di te.
Non proverai più ansia, panico, imbarazzo.
Ti sentirai sciolto, spontaneo, sicuro.
Otterrai attenzione fin dal primo minuto.
Riuscirai a essere chiaro e convincente.
Trasmetterai le tue emozioni, arrivando dritto al cuore di chi ti ascolta.

Ciro Imparato

Tutti i segreti di Caravaggio

Quando Sperling mi ha chiesto di scrivere un libro dedicato a Caravaggio mi sono chiesto: come è possibile scrivere ancora qualcosa di nuovo su questo genio così conosciuto? Cosa mai si può dire, che non sia già stato detto, su un artista così commentato, analizzato, ispezionato, criticato, esaltato, amato, disprezzato e censurato? A prima vista, molto poco.

E invece le ricerche svolte dagli archivisti negli ultimi tre anni hanno portato alla luce una tale mole di nuovo materiale su Michelangelo Merisi, che un nuovo libro su di lui era a dir poco necessario. Quello che finora era un patrimonio soltanto a disposizione degli studiosi, grazie a Caravaggio segreto diventa una lettura avvincente e curiosa aperta a tutti gli appassionati.
Nulla è stato lasciato al caso o all’invenzione: la carriera del pittore lombardo è raccontata sulla base dei documenti più aggiornati ma si trasforma inevitabilmente in un’avventura tra Milano, forse Venezia, Roma, Napoli, Malta e la Sicilia. Dove poco si sa della sua nascita e praticamente nulla della sua morte.

Dove ogni dipinto è il frutto dell’incontro tra realtà e letteratura, un rebus ambiguo e ingannevole quanto un libro giallo. La pittura di Caravaggio, molto nota e altrettanto fraintesa, non è uno sguardo sulla verità, ma un tuffo nel dubbio.
Ognuno, dopo la lettura di questo libro, sarà in grado di formulare le proprie risposte.

Costantino D’Orazio

L’oroscopo dello scrittore – Ottobre

Ariete: il cielo vi porta a interessarvi di vicende pubbliche e dei loro risvolti pratici. Nell’ultima parte del mese ponderate e consolidate idee e concetti. 
 
Toro:  un mese faticoso e non troppo fortunato per le attività intellettuali o creative (causa Mercurio). Ma Venere vi consentirà presto di osservare la bellezza delle cose.  

Gemelli: la forza dell’intelletto é, per voi, un must irrinunciabile. Eppure, nelle prossime settimane, idee e spunti passeranno in secondo piano. Ma solo per un po’. 

Cancro: Mercurio vi aiuta nell’espressione e rende divertente e gradevole la narrazione e l’esposizione. Soprattutto sino al giorno 20. 

Leone: qualcosa sembra disturbare la vostra concettualità, l’espressione e l’esposizione delle idee. Ma se dovete fare qualcosa allora fatelo entro il giorno 20.  

Vergine: Mercurio vi sostiene e vi supporta proprio là dove è necessario, ovvero nella casa della comunicazione e della forma espressiva. Approfittatene. 

Bilancia: sarete fortunati se saprete descrivere la realtà, se parlerete di cose vere, reali, e se le esporrete esattamente così come sono, senza nulla togliere o aggiungere.

Scorpione: Mercurio, nel segno per tutto il mese, porta in primo piano le attività legate all’intelletto e alla fantasia. Iniziate qualcosa nella prima metà e consolidate poi.   

Sagittario: per ora fareste bene a cercare l’ispirazione, lo spunto e la sfida intellettuale. Solo più avanti potrete iniziare a concretizzare ciò che avete elaborato.

Capricorno: parlate di sogni, di speranze, di come vorreste vedere il mondo e le sue innumerevoli realtà. Sarete più concreti e lucidi nella prima metà del mese. 

Acquario: un mese abbastanza complesso e davvero non troppo fortunato per le attività legate all’intelletto e alle idee. Se potete rimandate ogni iniziativa.  

Pesci: confusi e caotici, come sempre, i Pesci sapranno tuttavia trovare idee e spunti per interessanti stesure. Meglio però evitare le tematiche legate ai sentimenti.

L’oroscopo dello scrittore: a cura di Stefano Vighi, specializzato in astrologia natale tradizionale e in astrologia oraria. Autore della sezione astrologica del sito di Marie Claire e del sito www.astrologando.it, per Sperling & Kupfer ha pubblicato con Antonio Mancinelli Di che amore sei? (2013).
   

Sotto un cielo indifferente


La baia sta trasformandosi in un fiume. Un fiume dal corso impetuoso.
Calmati, ora mi abbandono alla corrente.
Che mi 
porti via, dovunque voglia.
Io non sento più nessun rancore, un 
po’ di tristezza, forse,
e una grande nostalgia per i momenti felici 
passati insieme.
Tu e io.

Quando ero ancora adolescente, nel 1976 se non erro, capitò che lo zio Garabèt, il primo cugino di mia madre, fosse venuto a trovarci ad Atene.  Lo zio arrivava da Yerevan, Armenia, dove abitava da quando la sua famiglia era stata rimpatriata con la carovana del ’47, lasciandosi dietro Patrasso e il resto dei parenti con tanto dolore. 

Il severo regime sovietico non permetteva viaggi all’occidente; era, dunque, un fatto straordinario che Garabèt  fosse riuscito a procurarsi un visto per tornare nel suo paese natale e riabbracciarei suoi cari cugini che non vedeva da trent’anni.
Il giorno in cui doveva arrivare mia madre era trepidante come non l’avevo mai vista prima.  Si era alzata prestissimo e aveva preparato un pranzo luculliano. 

Poi, si era messa a chiacchierare dei vecchi tempi con i  suoi due fratelli che erano venuti da Patrasso per l’occasione.  Quando, però, era giunta l’ora di andare in aeroporto per prelevare Garabèt, lei aveva categoricamente rifiutato di farlo; aveva mandato il mio padre da solo.
“Perché non vai in aeroporto?” mi ricordo di averle chiesto.
“Perché sono sicura che crollerò appena rivedrò lo zio e quando succederà voglio essere a casa mia” mi aveva prontamente risposto.

Sotto un cielo indifferente parla di due fratelli gemelli che il destino separa appena nati per, poi, farli ricongiungere miracolosamente dopo molti decenni.  A prima vista, la storia non ha  molto in comune con l’aneddoto appena raccontato.  Ma mentre scrivevo il romanzo, per uno strano e inspiegabile motivo, mi tornava sempre in mente quella scena, unica e irripetibile, in cui mia madre finalmente stringeva fra le braccia il suo adorato cugino e crollava,  proprio come aveva predetto, sulle scale di casa nostra.  

Vasken Berberian

La trilogia delle stanze – Trovami

La storia di Elle (ambientata in una Parigi cupa e poco turistica) è diversa dalle trilogie erotiche a cui, ultimamente, siamo stati abituati.
Elle non è una ragazza innocente e sprovveduta (forse un po’ ingenua, ma è anche molto giovane), fa la escort per aiutare la madre malata e con una certa convinzione considera andare a letto con gli sconosciuti una seduta di ginnastica.
È bella e morbida (nessuna bellezza scheletrica o filiforme), è un po’ impacciata con le sue forme ma sa come utilizzarle per far parlare gli uomini (il che denota che è un po’ scafata).
Il primo capitolo de La trilogia delle stanze ruota intorno a Pigalle, iniziazioni erotiche, conflitti e ambiguità e a una ragazza  molto combattuta, perché la situazione in cui si trova non è semplice.
Da escort, Elle diventa la fidanzata di un pezzo grosso che ama più per il suo romanticismo e per le attenzioni che le dedica che per le sue doti sessuali.
La parte fisica la vive (in maniera molto particolare) con un cliente sconosciuto, che scopre essere il fratello del suo futuro sposo.
Sì, perché Elle continua a fare la escort anche con l’anello di fidanzamento al dito, inizialmente perché ha bisogno di soldi per un regalo speciale al futuro sposo, poi perché sente nascere una certa passione per il cognato misterioso.
Insomma, in questo romanzo niente è come sembra: messaggi scritti, regali, camere di hotel, amici, amanti, mamme e maggiordomi. Trovami, la prima stanza della trilogia, ha non pochi colpi di scena.
Eros (molto, a volte raffinato a volte sconcertante), sesso (anche un po’ perverso per certi versi), mistero, amore: gli ingredienti per piacere ci sono tutti.

La consigliamo a chi:

ama l’eros raffinato e non ne può più di frustini e manette
ama Parigi perché Parigi è sempre Parigi
ama le atmosfere cupe, i luoghi ambigui, i personaggi foschi

Da leggere con:
macarones e caffè lungo.

Lorenza e Flavia: “un’intervista reciproca” per raccontare Dark Heaven

Domande di Flavia a Lorenza

1. Damien non ti ha stancata un pò? Nessun altro personaggio nel tempo ti ha sedotta a suo favore?
Damien non mi stanca. E’ coerente con se stesso e a volte mi diverte fargli fare cose che proprio non sono da lui – tipo la torta al cioccolato ne L’abbraccio dell’angelo! Nel secondo romanzo ci ha un po’ sorpreso, uscendo dalla parte del prof. serio e distaccato. Tuttavia devo dire che Lacombe, soprattutto nella nuova veste (non dico troppo per non spoilerare, ma aspettate a leggere TUTTO il secondo libro per capire meglio le miei parole), mi piace un bel po’, nonostante non ami particolarmente i biondi. Rispetto a Damien è molto più imprevedibile, ha un carattere volubile, un po’ bambino e un po’ uomo, che mi intriga molto. E poi, sapendo già gli sviluppi futuri… credo che mi appassionerà ancora di più.

2. Cos’hai pensato quando hai letto la scena dove compare per la prima volta Francesco dopo che ci eravamo accordate sulle caratteristiche di assoluta normalità che avrebbe dovuto avere?
Che un po’ eri matta, ma già lo so – e lo impareranno anche i lettori ora – che sotto a quella maschera di compassata normalità, quasi di blanda accettazione di tutto, c’è invece una ribelle mattacchiona. E poi il “nuovo” Francesco – nuovo rispetto a come l’avevamo disegnato in origine – mi è piaciuto subito quindi non ho avuto problemi ad assecondarti…

3. Definisci con tre aggettivi la nostra avventura letteraria.
Folle, Appassionante, Divertente.

4. Stai meditando qualche scena a mia insaputa, magari di sesso più esplicito, che dovrò censurarti prima di passarla alla editor che ci censurerà ulteriormente ricordandoci che scriviamo per YA (young-adult)?
Naturalmente. Sai che io non ho veli nell’immaginazione e neppure nella scrittura… Scherzi a parte ho davvero molte ideuzze per i nostri protagonisti, e di alcune di queste effettivamente non ti ho ancora messa al corrente…

5. Ti prudono le mani come prudono a me quando penso al terzo libro per la voglia di iniziare?
Il terzo capitolo sarà quello più esplosivo. Tanta carne al fuoco, tante belle idee. Se gli appassionati irriducibili di Dark Heaven avranno la pazienza ancora una volta di aspettarci… ne vedranno delle belle. Quindi sì, mi prudono molto le mani, e direi che, dal momento che il prologo c’è già, non ci resta che iniziare cara collega.

6. Conti di stressarmi a morte anche durante la stesura del terzo libro se per due giorni di seguito non scrivo neanche una scena?
Il mio compito, ahimè, è quello. Altrimenti so già cosa faresti: dormiresti tutto il tempo, nevvero? Oppure guarderesti X-Factor o qualsiasi altra cosa che ti prende al momento e non scriveresti. Invece, grazie al mio strattone nei momenti giusti, ti ricordi che hai non solo un figlio da seguire ma anche un libro da portare a termine. A che punto sarebbeDark Heaven senza di me? Ah, che ruolo ingrato…

7. Penny, Emma, Giorgia su un aereo che sta per schiantarsi. C’è solo un paracadute. A chi lo dai?
Mmmm, domanda difficile. A Penny non lo darei: l’immagine del suo faccino composto ed elegante pochi secondi prima dell’impatto mi intriga; a Emma neppure lo darei per vedere le strategie che il suo cervellino arguto mette in campo per provare a salvarsi in un altro modo (non so perché ma mi vengono in mente tutte quelle scene di Madagascar 2 mentre l’aereo, dopo varie carambolate, atterra in Africa…); lo darei invece a Giorgia, ma solo perché non posso pensare di avere un Dark Heaven 3 senza le sue assurde e divertenti trovate. E’ necessaria e fastidiosa come la sabbia nel letto negli appartamenti al mare – già so che la similtudine non ti piacerà, ma secondo me invece rende molto bene l’idea!

Domande di Lorenza a Flavia:

1. Com’è scrivere con me?
Premetto che non è sempre facile ma ormai, dopo 28 anni di conoscenza, ho affinato delle strategie per arginare i tuoi momenti “no”. Nel complesso direi che il risultato è molto buono: un 70% di divertimento, un 20% di intuizioni comuni (possiamo chiamarla alchimia?) e anche un 10% di testardaggine (ma ammetto che quella c’è da entrambe le parti e di solito vince chi riesce a essere più convincente in quel momento).

2. Un’astrologa una volta ci ha detto che siamo “karmiche” nel senso che siamo destinate a mettere in piedi dei progetti assieme… ti ci ritrovi?
Considerando che questa cosa ci è stata detta prima che Dark Heaven arrivasse in casa Sperling il prosieguo della vicenda mi fa pensare che la cosa possa avere un suo fondamento. Per quanto riguarda la costruzione del progetto e le predisposizioni sul genere fantasy siamo davvero in ottima sintonia. Sarà merito di un’amicizia che dura “solo” da 28 anni… o da molto di più?

3. Qual è il personaggio di Dark Heaven che ami di più e perché?
Direi che il personaggio che mi piace di più è quello che riesce a sorprendermi maggiormente mentre scrivo. E quindi Francesco nel primo libro e Lacombe nel secondo perché hanno chiesto più spazio di quello previsto per loro, prima nella mia testa, e poi, naturalmente, sulla pagina. In un certo senso ammiro anche Virginia perché riesce a destreggiarsi sempre molto bene in questa storia per metà romantica e per metà dannata.

4. Chi invece butteresti dal balcone?
Buttare dal balcone, ma scherzi? Sono tutti figli miei, anzi nostri, alla fine! Se proprio devo trovare qualcuno che a volte mi infastidisce direi Emma, ma semplicemente perché il suo modo troppo razionale di vedere il mondo la fa inserire a fatica in questa Venezia magica. Comunque bisogna dire che la forza di certe decisioni e il cambiamento che ha subito nel secondo libro sono davvero ammirevoli.

5. C’è un lato del male nel nostro libro che ti seduce?
Il male seduce per natura, è il suo modo per portarti dalla sua parte per cui una parte di attrazione c’è sempre. Ma solo se parliamo del male “magico”, il male quello vero, quello che si respira a Marghera sapendo ciò che quel mostro industriale ha causato, mi disgusta e spaventa al contempo.

6. Dove tieni le copie di Dark Heaven?
Su una mensola, in camera da letto. Un posto comune in effetti ma sono messi in modo che il mio sguardo possa accarezzarli ogni volta che entro nella stanza.

7. Tuo figlio Leonardo (in arte Dudu) cosa ne pensa dei nostri libri?
Passata (con mio grande dispiacere) la convinzione che la mamma “era come la signora Fletcher” direi che è molto attratto dalle copertine e ne nota i minimi dettagli. Per ora non mi ha chiesto la trama (il pensiero di doverla adattare per un seienne mi turba un po’) e spero che non lo faccia ancora per qualche anno. Capisco che il target prevalente sia Young Adult… ma non così young!

Flavia Pecorari e Lorenza Stroppa hanno pubblicato i volumi della saga di Dark Heaven sotto lo pseudonimo di Bianca Leoni Capello. Amiche da ventotto anni, Flavia e Lorenza hanno condiviso esperienze ed esperimenti, musica, recitazione, letture e una passione viscerale per il genere fantasy. E da qui nasce Dark Heaven

#2secondi e il Bizzarro incidente del tempo rubato

Possono 2 secondi cambiare una vita?

Vi ricordate Valentina? la blogger che l’anno scorso ripercorse il tragitto di Harold Fry in Inghilterra.
Quest’anno ha pensato a un viaggio nel Tempo (alla ricerca del tempo rubato) in alcune città italiane.
Il motivo? Nel 1972 furono aggiunti due secondi al tempo e l’esistenza di Byron non fu più la stessa.

Possono 2 secondi cambiare la vita?
Forse sì…
Così Valentina incontrerà in queste città tutte le persone che hanno voglia di condividere con lei (e con noi) #2secondi del proprio tempo o raccontare il #bizzarroincidente che ha cambiato la loro vita.
Ecco il calendario degli appuntamenti:

Venerdì 27 settembre, ore 17.00, Torino – Tettoia dell’orologio di Porta Palazzo
Sabato 28 settembre, ore 17.00, Como – Piazza San Fedele
Venerdì 4 ottobre, ore 17.00, Perugia – Piazza IV Novembre
Sabato 5 ottobre, ore 17.00, Bologna – Piazza Ravegnana
Sabato 12 ottobre, ore 17.00, Lecce – Piazza Duomo

Le sfumature della scrittura

La nostra scrittura è una macchina della verità che svela anche quei vizi, quei tratti del carattere che si vorrebbero tenere nascosti.
La lealtà, la superbia, la timidezza.

Candida Livatino, con metodo e con chiarezza, ci insegna a riconoscere i segni distintivi di ogni diverso modo di scrivere e ad associarli al carattere delle persone.

Nel libro troverete esempi di scrittura di numerosi personaggi dello spettacolo.

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