Halloween con Stephen King

Ad Halloween è inevitabile il ritorno (dei morti viventi, verrebbe da aggiungere) di molti libri e film del mondo horror. Ovviamente noi vi parliamo del nostro zio Steve (che tra l’altro è stato complice di Romero, l’inventore dei Morti viventi, nella realizzazione di Creepshow). E aggiungiamo un paio di autori che forse vi sono sfuggiti e che invece vale la pena di considerare nelle lunghe sere autunnali che ci aspettano, al buio. La nostra è una proposta, per ovvi motivi di spazio, molto selettiva: cinque titoli in tutto ai quali aggiungere, se volete, i vostri romanzi preferiti di King. Se li avete già letti, fateci sapere che cosa ne pensate, e se no: beati voi.

 

The Outsider di Stephen King

L’ultimo romanzo di King è un must have della stagione: un ragazzino viene ucciso in modo agghiacciante e il colpevole sembra l’uomo più insospettabile della città. Ma gli indizi rivelano presto contorni disperatamente inquietanti. Romanzo notevole (e bellissima copertina).

It di Stephen King

Per chi ancora non ne avesse sentito parlare, It è un classico del genere: un gruppo di adolescenti, che si dà il nome di Club dei Perdenti, si coalizza contro il male, sotto forma di un terrificante pagliaccio, Pennywise. It è anche un film: la prima parte è uscita nel 2017, la seconda arriverà alla fine del 2019. Cant’ wait.

Misery di Stephen King

Misery non deve morire nella versione cinematografica, con la diabolica Katie Bates, è un romanzo geniale che incarna tutte le paure di King scrittore, alle prese con una fan implacabile. Ipnotico.

NOS4A2. Ritorno a Christmasland di Joe Hill

Usciamo dal seminato, ma non troppo, visto che l’autore è uno dei figli di Stephen King. Ci abbiamo pensato un po’, visto che Joe ha scritto diversi libri, ma il periodo è giusto per NOS4A2. Ritorno a Christmasland. Una storia bella cattiva sulle leggende natalizie che diventerà presto una serie TV.

Bad Man di Dathan Auerbach

Dulcis in fundo, un autore che ha fatto gavetta scrivendo sulla piattaforma Reddit e producendo creepypasta (leggende metropolitane, racconti horror, eccetera) che hanno attirato l’attenzione della Blumhouse, casa editrice e di produzione di successi come Scappa. Get Out. Bad Man è la storia di un ragazzo e del luogo, un supermercato, dove rischia di perdersi. E di perdere l’anima. Abissale.

 

Il segreto di mia sorella

Il segreto di mia sorella è “un thriller per i lettori di Gone Girl… scritto con lo stile unico di Flynn Berry.” (The New York Times Book Review)

La campagna inglese, nella sua verdeggiante piattezza da campo di golf, ha sempre riservato sorprese ai suoi abitanti. E ai lettori di gialli.

Dal villaggio dove Miss Marple risolve delitti sferruzzando sull’ultimo lavoro a maglia in poi, la quiete della provincia nasconde il fuoco sotto la cenere. È proprio nella campagna inglese che si è rifugiata Rachel, infermiera e amante della natura, insieme al suo cane, un bellissimo pastore tedesco.

Non è sempre sola, perché spesso, quasi tutti i weekend, va a trovarla la sorella Nora: prende il treno da Londra, poi fa una passeggiata attraverso il paese dove ormai conosce tutti e infine la raggiunge per godersi una cena e quattro chiacchiere davanti a un bicchiere di vino. Fino all’ultimo fine settimana.

Quando Nora apre la porta di casa aspettandosi di sentire il profumo del cibo e invece si trova davanti a una scena che le toglie il respiro: Rachel e il suo magnifico cane sono stati uccisi barbaramente. Mentre la polizia comincia a indagare, Nora si rende conto di due cose: che il delitto ha a che fare con il passato, suo e di Rachel. E che non conosceva sua sorella come aveva sempre creduto.

Un thriller hichcockiano che vi terrà con il fiato sospeso.

Bad Man è un thriller horror della miglior specie

Bad Man è un thriller horror della miglior specie e siamo d’accordo con USA Today quando lo definisce un mix tra Stephen King e Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

Il suo autore, Dathan Auerbach, d’altra parte, è uno che si è fatto le ossa su Reddit, la piattaforma di racconti horror e creepypasta, le leggende metropolitane che rivisitano vecchie storie di coccodrilli nelle fogne, piante carnivore e maschere africane animate da spiriti maligni.

Così ha immaginato il suo protagonista Ben in una piccola cittadina di provincia molto kinghiana, lo ha dotato di un passato difficile (ha perso il fratellino in un supermercato e non lo ha più ritrovato) e di un presente inspiegabile. Ben, infatti, lavora di notte nello stesso supermercato dove il fratello è sparito, circondato da ombre e presenze sfuggenti, da rumori improvvisi e misteriosi corridoi che non portano a nulla.

Notte dopo notte, Ben insegue i suoi fantasmi, convinto di poter dare una spiegazione a quanto è successo. Solo che Ben non ha ancora capito dove si trova.

Leggete Bad Man e poi fateci sapere!

I ricordi di un’altra: il nuovo thriller di Louise Jensen

Perché abbiamo chiamato il nuovo thriller di Louise Jensen I ricordi di un’altra? Perché uno degli elementi centrali della suspense in questo bel thriller è la memoria.

Ma non la perdita della memoria, come succede alle eroine di altri romanzi famosi, bensì, al contrario, una memoria in più. L’incipit del libro è questo: una ragazza normale, con un lavoro, un fidanzato e molta energia, si ammala di influenza, o almeno questa è la diagnosi. Solo che le cose vanno sempre peggio, il suo cuore è compromesso da un’infezione e per sopravvivere ha bisogno di un trapianto. Quando ormai le speranze sono vicine allo zero, il cuore nuovo arriva e la ragazza sopravvive. Solo che da quel momento comincia a pensare alla donatrice, forse addirittura pensa con la donatrice. Perché ricorda cose che non appartengono alla sua vita.

Inutile dire altro, il thriller non manca, il mistero è notevole e la Jensen è brava a farci girare le pagine per scoprirlo, ma facendo un po’ di ricerche abbiamo scoperto che esiste una teoria, quella della memoria cellulare, secondo la quale le cellule del nostro corpo contengono in sé un vero e proprio ricordo. Siamo fra scienza e fantascienza, niente è dimostrato, ma di sicuro la cosa ha un suo fascino. Provate a cercare sul web CHARLOTTE VALANDREY, e ovviamente leggete il libro, poi fateci sapere che ne pensate.

Un thriller perfetto per l’estate!

Arriva il thriller dell’estate: IL SILENZIO DELLA CITTA’ BIANCA

Finalmente l’estate non è più un miraggio, la prova costume è andata a buon fine, e non ci resta altro che aspettare i saldi per gli acquisti last minute. Manca ancora qualcosa? E certo, i libri per il super relax. Qualcuno magari lo avete già comprato e lo custodite sullo scaffale pre-partenza, qualcuno sta ancora arrivando.

Il Silenzio della città bianca, una novela policiaca, come dicono in Spagna, è un thriller molto intrigante. Perché?

Perché è un thriller avvincente che si muove tra i miti e le leggende dei Paesi Baschi (ne abbiamo già parlato qui), tra archeologia, segreti di famiglia e psicologia criminale. Un noir elegante e ricco di sfumature nel quale gli errori del passato diventano sanguinose minacce nel presente.

Perché ci è piaciuto molto dove è ambientata la storia: Vitoria, la capitale dei Paesi Baschi, una città bellissima che ricorda molto le nostre cittadine medievali, una tappa misteriosa sul Camino di Santiago di Compostela. Se avete voglia e tempo, provate a dare un’occhiata al booktrailer spagnolo: guardandolo, a noi è venuta voglia di andare fare una vacanza da quelle parti (magari con un salto al mare, tra Bilbao e San Sebastian…). E ci è anche venuta voglia di conoscere il protagonista: Unai, detto Kraken. Che ci porta al prossimo perché.

Perché il protagonista è un poliziotto in gamba e veramente anarchico, completamente allergico alle regole. Ha una vita complicata e un passato da scoprire. È il mago della logica ed è irresistibilmente sexy. Ripeto, guardate il booktrailer e poi ne parliamo.

Perché Il silenzio della città bianca è stato il romanzo rivelazione dell’anno in Spagna, è piaciuto a migliaia di lettori, anche ai recensori più severi, e ha convinto una casa di produzione cinematografica a opzionare i diritti per un film.

Perché l’autrice è una donna giovane e simpatica con una professione solida (l’ottico, ve lo immaginate?) e con una grande passione e un gran talento per la scrittura. Alla quale si è dedicata anima e corpo ottenendo uno strepitoso successo.

Provate a leggerlo e fateci sapere.

Alla scoperta della città bianca

Tasio Ortiz de Zárate è stato condannato come serial killer. È accusato di aver ucciso seguendo una logica macabra, lungo un percorso ideale nella tranquilla città di Vitoria.

Ma di che città parliamo?
Vitoria-Gasteiz è capoluogo de facto dei Paesi Baschi nonché capoluogo ufficiale della provincia di Álava.
La città fu fondata nel 1181 dal Re di Navarra con il nome di Nueva Vitoria, e venne costruita accanto al villaggio di Gasteiz, fondato dai visigoti nel 581. La città è divisa in due parti: quella antica in alto sulla collina, quella moderna in basso.

La posizione strategica di Vitoria, sulla strada più corta di collegamento fra la Castiglia e il Nord Europa, ha posto questa città sempre al centro di attività commerciali. Vitoria in passato è stata anche una delle tappe del Camino de Santiago: i pellegrini che ovviamente si servivano della strada più corta e meno disagiata trovavano qui possibilità di sosta, di raccoglimento e preghiera nella famosa cappella dedicata a Santiago ed anche di cura nell’ospedale de Santiago de la Plaza.

Il quartiere medievale antico con le caratteristiche case con balconi a sporto (miradores) è considerato fra i più bei centri storici del nord della penisola iberica. Per via della sua forma caratteristica viene soprannominato la Almendra Medieval (Mandorla Medievale). L’edificio antico più importante è l’antica Cattedrale di Santa Maria o Catedral Vieja (vecchia), come si conosce popolarmente, eretta nel punto più alto della collina del Campillo, nella parte più antica di Vitoria, dove nel 1181 venne fondato il primo nucleo di abitazioni.

In origine, la chiesa fungeva anche da fortezza e formava parte del sistema difensivo medievale della città.

Cuore della vita cittadina, e posta ai piedi della collina, è la Plaza de España o Plaza Nueva creata nel 1791. Luogo della Fiesta de Vitoria è la Plaza de la Virgen Blanca. Altri edifici civili sono la Casa del Cordon del XV secolo e il Palacio Ajuria-Enea. Il Museo Archeologico, collocato in Plaza de la Burullería, uno dei quartieri più belli della città, conserva reperti preistorici e romani.

I quartieri moderni con larghe strade e viali alberati sono immersi nel verde dei giardini e dei parchi interni o contigui alla città, come il Parque de la Florida, il Prado, il Parque de Molinuevo e l’Anillo verde che circonda tutta la zona urbana.

VENTUNO #BlogTour

VENTUNO

Se ogni indagine è una corsa a ostacoli tra mille false piste e deduzioni sbagliate, risolvere un mistero che affonda le radici nel mondo dell’illusionismo lancia una sfida ancora più complicata alla mente dell’investigatore.

Al cuore di VENTUNO c’è una rete di delitti che si estende su tutti i continenti ma trova il suo fulcro a Las Vegas, nei dietro le quinte bollenti e fumosi dei casinò, dove magia, fortuna e imbroglio si intrecciano fatalmente. Molti tenteranno di districare questo groviglio, ma solo un uomo ha la carte per farlo. Il suo nome è Nathaniel Poe: non può percepire la realtà come tutti gli altri, perché ha perso la vista, ma proprio questo gli dona una facoltà intuitiva che gli permette di cogliere tutto ciò che travalica la realtà stessa.

Non vi sveleremo altro, se non che l’autore è Antonio Casanova. “Chi, il mago?” – vi sentiamo già domandare. Già, proprio lui. E non si tratta di un trucco: Casanova ha davvero costruito un thriller mozzafiato nel quale il confine tra realtà e illusione si confonde e diviene sempre più labile fino a scomparire del tutto. Del resto, chi meglio di un illusionista di professione può costruire una storia nella quale niente è ciò che sembra?

Da qui parte il nostro #blogtour seguiteci per scoprire le tappe di questa storia al confine tra realtà e illusione…

Ecco la prima tappa su >>Letteratura Horror

La secondo tappa >>Sul Romanzo

Terza tappa >>Il Giallista

Quarta tappa >>Club del Giallo

Chi perde paga – il nuovo thriller di Stephen King

“Svegliati, genio!”

Un genio della letteratura che però ha smesso di scrivere.

Un lettore molto arrabbiato che ha deciso di punirlo. Un manoscritto rubato e una vendetta da gustare fredda. Poche tracce per il detective Hodges, l’eroe di Mr. Mercedes. Abbastanza per scatenare una nuova caccia all’uomo.

In autunno arriverà in Italia il nuovo thriller di Stephen King: CHI PERDE PAGA (Finders Keepers) dal 22 settembre in libreria. 

Child 44 – Il bambino numero 44 IL FILM

Come scovare un killer in una società che ne rifiuta l’esistenza?

Questo è l’interrogativo che percorre le vicende raccontate in Child 44 – Il bambino numero 44, il thriller a sfondo politico di Daniel Espinosa, tratto dal romanzo bestseller di Tom Rob Smith.

L’assassino di cui si parla nel film, e nel romanzo, è Andrej Čikatilo, il serial killer russo che a partire dalla metà degli anni ’70 uccise più di 53 persone, in particolare bambini, gettando l’intera nazione nell’angoscia.

Nel romanzo, però, Tom Rob Smith decide di retrodatare le vicende del serial killer di Rostov al secondo dopoguerra, restituendo un affresco delle contraddizioni della società stalinista. Il risultato è un bestseller che ha ottenuto forti consensi anche dalla critica, destando da subito l’interesse di Ridley Scott, che ha deciso di produrre il film dal 30 aprile nelle nostre sale.

Il protagonista è l’agente della polizia sovietica Leo Demidov, interpretato da Tom Hardy, che perde la sua posizione di prestigio quando rifiuta di denunciare sua moglie Raisa, Noomi Rapace, accusata di tradimento contro lo Stato. I due sono quindi costretti a lasciare Mosca e a trasferirsi nella cittadina di Volsk, tetro avamposto militare. Qui Leo incontra il generale Nesterov, interpretato magistralmente da Gary Oldman, e con lui inizia a indagare sulle morti sospette di alcuni bambini, fino a quel momento catalogate dalla polizia di stato come decessi accidentali.

La ricerca del killer, quindi, diventa in Child 44 il pretesto per raccontare l’atmosfera di angoscia e sospetto generata dagli organi del regime, primo tra tutti l’MGB, la polizia segreta in cui lavorano Leo e il suo rivale, Vasili (Joel Kinnaman). Una società, quella stalinista, in cui ognuno poteva essere accusato di tradimento contro il regime e in cui il crimine comune veniva negato, perché contrastava l’immagine di perfezione e moralità che il regime voleva dare delle società comuniste. Il film, proprio per il modo in cui racconta il periodo stalinista, è stato ritirato dalle sale in Russia per volontà del ministro della cultura, perché la sua proiezione è stata considerata «inammissibile alla vigilia del 70° anniversario della vittoria sovietica sul Nazismo».

Ma la ricerca del serial killer permette al regista di approfondire anche la relazione tra i due protagonisti, Leo e Raisa, costretti a lasciare la vita agiata nella capitale e a rinunciare ai privilegi della posizione di Leo. La nuova condizione, la paura del regime e il sospetto faranno sì che i due, inizialmente molto distanti, si avvicinino scoprendosi davvero una coppia.

In Child 44 Daniel Espinosa, già noto al pubblico per Safe House – Nessuno è al sicuro e Snabba Cash, si dimostra un regista capace di spaziare tra diversi generi cinematografici e di realizzare un film narrativamente complesso, dosando in modo sapiente gli elementi thriller e action, gli aspetti sentimentali e la ricostruzione storico-politica.

A rendere il film ancora più apprezzabile concorre il cast, uno dei punti forza della pellicola, grazie alle interpretazioni di attori come Gary Oldman, Tom Hardy, Noomi Rapace, fino ai cattivi e intensi Joel Kinnaman, Vincent Cassel e Paddy Considine.

A spiccare in particolare è Gary Oldman, che si conferma un ottimo interprete capace di calarsi perfettamente nel ruolo di un generale rassegnato all’esilio eppure disposto ancora a credere in un possibile riscatto. Ma anche Tom Hardy e Noomi Rapace, che con la loro interpretazione restituiscono in modo sempre realistico sentimenti e disposizioni d’animo molto diversi, dal coraggio alla rabbia, dalla paura fino, in alcuni casi, alla meschinità e all’opportunismo.

Come un ricordo che uccide. O una bugia.

“È incredibile quanti segreti ci possano essere in una coppia. Quest’idea democratica che bisogna dirsi tutto… Si vive nella stessa casa, si divide lo stesso letto, ma fino a che punto si può dire di conoscere veramente l’altro?”

Questa frase Lizzie, la bibliotecaria protagonista del romanzo Come un ricordo che uccide, la sente solo alla fine della vicenda narrata e a pronunciarla è Victoria, donna che alle bugie – accumulate strada ed error facendo – sta soccombendo. Probabilmente la stessa frase, se qualcuno l’avesse riferita alla povera Lizzie un anno prima, non avrebbe avuto lo stesso effetto, non avrebbe squarciato alcun velo, non avrebbe scalfito la fiducia nel prossimo e la bontà che la donna ha sempre dimostrato.

Eppure.

Eppure Lizzie a un anno dalla morte di suo marito Zach viene travolta da una slavina di frottole, menzogne, finzioni e cade in un vortice di paranoia che la porta a dubitare di tutto. Contemporaneamente alla sua storia leggiamo il diario di Zach marito attentissimo, esageratamente innamorato, principe azzurro soffocante: pagine sull’altrui colpevolezza, sull’autoassoluzione, sulla verità riguardo al passato.

Zach è un uomo malato, le sue menzogne sono patologiche. Ma quando le bugie servono a preservarsi dalle critiche, a dissimulare, a nascondersi, a raggiungere un obiettivo; quando le bugie portano dolore e sofferenza, con che atteggiamento le giudichiamo? Salvare noi stessi determina necessariamente la distruzione dell’altro? Abbiamo davvero la sola certezza che la verità è figlia del tempo?

Come un ricordo che uccide vi stupirà, sicuramente.

Consigli di lettura: di notte, ma in compagnia.

Accompagnando ogni pagina con sorsi di camomilla e biscotti al tè verde.

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